Camminiamo a passi lenti nel buio. La neve scricchiola sotto le scarpe. Ho freddo. Poi qualcuno grida nel buio:”i fascisti”. Ci appostiamo con i fucili dietro gli alberi. Lontani sulla strada i fari gialli di un camion. Non ricordo chi sia stato a sparare per primo se noi, nascosti dietro gli abeti nel buio o il convoglio sulla strada. E’ successo una notte di tanti anni fa. Era un freddo inverno del 1943. Io ero il capitano Richard e il mio amico Pinin era Il Solo. Adesso gestiamo un bar-trattoria con rivendita di tabacchi sulla provinciale tra Pieve Pelago e Ponte Sant’Anna ma quello che accadde quella notte cambiò la mia vita per sempre...
Così inizia il mio racconto una notte d'inverno del '43, vi invito a leggerlo nell'antologia del premio 'Pensieri d'inchiostro' che verrà presentata stasera al Lettere Caffe', via San Francesco a Ripa Trastevere
ho letto poche righe di astice,inizia incuriosendomi,mi sa di vita vissuta,romanzata ma realmente calpestabile.vista lora,mi manca la vista e' chiudo bott. non che il pc.mi sa che domani mi stampo qualche tuo racconto e me lo leggo,in attesa del nuovo.ciao da poes
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