giovedì 14 settembre 2006

poesia 6

Il dio dei poeti e quello degli anacoreti

I secondi, invero, evocati per basse ragioni di rima

L’Altissimo delle maestre elementari

Postulato ultimo dell’inspiegabile e dell’inspiegato

mandato a memoria senza troppa convinzione

quando pensavo che Roma finisse oltre il ponte dietro casa

Il dio evocato - per negarne il predicato dell’esistenza -

Dal nominalismo sbruffone dei miei 15 anni

Il dio ritrovato e perso molte volte

Cui affido i miei cari con troppa noncuranza.

.

Cosa hanno in comune con l’agile Mercurio

patrono dei ladri notturni e dei faccendieri?

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