lunedì 18 settembre 2006

Astici 10

Mario si fermò sotto il portone e citofonò a Jack. La madre gli disse che stava scendendo. Lo vide affacciarsi sulla porta con il giaccone scozzese. “Sto andando all’enoteca” disse. Mario lo accompagnò. Parlava e rideva, Jack era annoiato come al solito. “Ho litigato con mia madre perché ha detto che alla festa ci deve essere per forza qualcosa da mangiare”.

“Avete scazzato?” Mario non disse altro.

“In finale sì, perché lei non ha capito che questa è la mia festa”

“Ha fatto arrivare degli astici vivi dal ristorante di Cesare” Jack si fermò in mezzo al marciapiede a spiegare, agitava le mani. “Capisci? Degli astici vivi e li vuole cucinare”.

“Vivi?” Mario stava per dirgli che vedeva cadaveri di aragoste e astici tutti i giorni e che li cucinava anche, poi cambiò idea. “Ti ho portato del vino rosso dal ristorante” disse. Jack però non lo ascoltava più. Tornarono verso casa carichi di bottiglie. La madre di Jack era uscita, la donna di servizio aveva preparato degli antipasti. Mangiarono delle tartine. Mario mise un vecchio cd dei Genesis, si chiamava “Selling England by the pound” lo aveva scelto a caso nella collezione di dischi di Jack posando da intenditore senza esserlo. Alle nove telefonò Federico, disse che portava un paio di amici. Aspettavano le dieci Jack aveva conosciuto una tipa, una grande che andava spesso al ristorante dove andavano i suoi. “Si chiama Marina, “Una da paura” disse senza spiegare troppo. “L’ ho invitata stasera, ha detto che verrà”. Si era messo una maglietta pulita nera con un disegno tribale e una specie di gel nei capelli per pettinarli. Mario scoprì quasi subito la cassetta con gli astici sul lavandino della cucina, andò a vederli più volte, vide che John e Marianne erano ancora vivi. Li fecero rinvenire con un altro getto d’acqua. Jack trovava che Marianne fosse bellissima. La accarezzò più volte. Fecero delle foto con la fotocamera digitale, così per cazzeggiare, Jack con Marianne Faithful in mano, Mario con John Lennon in testa.

Nessun commento:

Posta un commento