mercoledì 13 settembre 2006

Da Ossi di Seppia 1920 - 1927

Forse un mattino andando in un’aria di vetro,

arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:

il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro

di me, con terrore ubriaco

 

Poi come s’uno schermo, s’accamperanno di gitto

Alberi case colli per l’inganno consueto.

Ma sarà troppo tardi; ed io me ne andrò zitto

Tra gli uomini che non si voltano col mio segreto.

 

Eugenio Montale, Ossi di Seppia, 1920 - 1927

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