lunedì 18 settembre 2006

Astici 12

Paul e Ringo si ripresero pian piano. Mossero le chele rattrappite, aprirono gli occhi in mezzo al biancore del ghiaccio. Marianne e John erano vicini a loro, chela contro chela. “Pensavamo che non ce l’avreste fatta” disse Marianne, sguazzando nell’acqua sul fondo della cassetta. “Qui fa molto freddo, quella roba bianca deve essere ghiaccio. Quando fa molto freddo il mare diventa ghiaccio” spiegò Marianne. Paul spalancò gli occhi. “Siamo prigionieri in questa casa di ghiaccio”, disse. Marianne annuì. “Chissà dove è finito il mare…”. Ringo si tuffò in una pozza d’acqua. “Acqua dolce” disse piano. Marianne non lo sentiva era immersa nei ricordi. Pensava al mare sconfinato e alle notti di luna quando risaliva in superficie per specchiarsi nel biancore della luce lunare. Ricordava i fondali rossi di corallo, le sagome saettanti dei pesci e i morbidi anemoni da cui si lasciava accarezzare, il fruscio sempre uguale e sempre diverso delle onde e la sensazione di essere trasportata dalla corrente sino a quella maledetta notte quando la nassa nera li aveva inghiottiti tutti quanti, lei John, Paul Ringo e molti altri che non conosceva. La nassa galleggiava sulla superficie del mare, non l’aveva proprio vista e ci era finita dentro. Ricordava le voci e le ombre dei marinai e un lungo viaggio dentro una vasca. Poi un'altra vasca al buio, molti dei suoi amici erano morti là dentro senza la luce del sole e della luna. Ricordava l’agonia della sua amica Joan, l’aveva vista morire lentamente, la corazza rattrappita, le chele senza vita. Si riscosse. “Ragazzi dobbiamo trovare un modo per andarcene da qui e tornare al mare o moriremo tutti” disse. “E come?” rispose John sfiduciato. “Siamo sulla terra ferma, lontani mille miglia da casa”. “Fuori da questa cassetta non c’è il mare in cui nuotare, solo terra” aggiunse. Sentirono delle voci sopra di loro, il ragazzo che li aveva presi in mano quel pomeriggio sollevò la casetta. Il ghiaccio tintinnava. “Chissà dove ci portano” disse Paul e vide una grande luce che a lui sembrava quella della luna, ma molto più vicina e abbagliante. Poi sentì altre voci e la cassetta iniziò a muoversi, sentiva che erano di nuovo in viaggio. La luce cambio più volte, vide ombre di oggetti sconosciuti e altre luci.

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