lunedì 5 novembre 2007

Racconto (3) - 1

 


Martedì Pepsi è andato in perlustrazione da solo, io avevo un terribile mal di testa e qualche linea di febbre. Ha camminato sulle sue piccole gambe per le strade bagnate di pioggia e ha seguito tutte le donne sole che ha incontrato sulla sua strada. Verso le due del mattino ha visto un uomo alto, vestito di nero, che si nascondeva dietro un furgoncino nel parcheggio di via Negri. Pepsi ha deciso di appostarsi anche lui. Verso le due e un quarto una Panda è entrata nel parcheggio a passo d’uomo e ha trovato posto lungo il muro che divide la strada dai binari della Metro B ne è scesa una ragazza con alcune buste in mano. L’uomo allora è uscito dal suo nascondiglio e le è andato incontro nella strada buia. Lo sconosciuto  e la ragazza si sono trovati faccia a faccia tra due file di macchine parcheggiate.  Pepsi ha visto l’uomo balzarle addosso ed è corso verso di loro. Ha estratto il suo pugnale e ha colpito l’assassino ad una gamba. L’uomo ha cacciato un urlo di dolore ed è fuggito. La ragazza era a terra ancora tramortita, quando ha visto Pepsi si è messa ad urlare, allora il mio piccolo amico è scappato anche lui. La polizia è arrivata sul posto poco dopo. La giovane donna ancora sotto choc ha dichiarato agli agenti di essere stata salvata dall’aggressione da un nano molto piccolo vestito di rosso e di blu. La scientifica ha racconto un campione di sangue del presunto assassino sul marciapiede di via Negri. Il rapporto sull’aggressione notturna è arrivato sul mio tavolo la mattina dopo. Poche ore dopo  avevano i risultati dell’analisi del campione e la settimana successiva avremmo avuto anche il DNA dell’aggressore. I miei colleghi hanno fatto una ricerca in tutti gli ospedali ed i pronto soccorso per trovare un uomo con una ferita al polpaccio. Nulla di fatto. Io ho parlato a lungo con Pepsi per ricostruire l’accaduto. Il mio amico era soddisfatto di aver salvato la ragazza ma si doleva del fatto di non essere riuscito a fermare l’assassino. “Sono troppo piccolo per fermare un uomo” ripeteva passeggiando in tondo sul tavolo della cucina. Io mi sentivo in colpa per non essere andata con lui quella notte. Avremmo potuto arrestare l’uomo alto vestito di nero. Giovedì mattina una persona corrispondente alla descrizione della testimone si è presentato al pronto soccorso del Policlinico, aveva una brutta ferita al polpaccio destro. La polizia lo ha fermato immediatamente. E’ uno squilibrato, si chiama Giorgio Rossini ed abita in via Federico Nansen 102 al quartiere Ostiense. Ho partecipato personalmente alla perquisizione nel suo appartamento. Non abbiamo trovato nulla di particolare tranne un’intera collezione di nani di terracotta vestiti di rosso e di blu nel piccolo giardino della sua abitazione.


 


 

5 commenti:

  1. aspetto con ansia i tuoi prossimi racconti.....informami quando li pubblichi!

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  2. ok ti mando una mail ciao e graziedell'attenzione

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  3. Sono contento di leggere il tuo racconto, ritornero', Staf

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  4. Quindi Pepsi è uno dei nani di terracotta dell'assassino ed ha preso vita?

    Comunque la linea della metro che passa per il quartiere Ostiense è la B e non la A...


    ciaoooo

    Marko Matz


    p.s.: il racconto mi è piaciuto molto e l'idea dell'investigatrice che si fa aiutare dal folletto è divertente.

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  5. caro Marco io i confondo sempre le linee della etro correggo subito, e pensare che ci abito

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