lunedì 5 novembre 2007

Racconto 2

Venerdì sera sono tornata a casa stanchissima dal solito giro di perlustrazione. Pepsi si era assopito nella tasca del trench. L’ho svegliato posandolo delicatamente  sul tavolo della cucina. A volte mi dico che se io e Pepsi fossimo stati i protagonisti di un racconto poliziesco le nostre indagini avrebbero dovuto avere per forza un qualche risultato. La realtà purtroppo è molto diversa dalla finzione letteraria. Ho comunicato questo pensiero al mio piccolo amico che si è limitato a suggerirmi di non demordere. Non che le indagini ufficiali dei miei colleghi della omicidi stiano andando meglio: dopo tre delitti l’unico indizio è un’ombra registrata dalla telecamera a guardia di un garage notturno in via V. Bove. Seguo il caso in ufficio e la notte perlustro il quartiere alla ricerca dell’assassino. Martedì c’è stato un altro omicidio. Un’altra signora che tornava a casa da sola la sera tardi. Aveva parcheggiato la sua Renault Clio su via Negri, davanti all’agenzia di scommesse SNAI e si apprestava a raggiungere la sua abitazione in via Ostiense 99. Nessun legame con le vittime precedenti, nessun indizio, un'unica caratteristica in comune con gli altri omicidi: abitare al quartiere Ostiense vicino al Gazometro. Anche questa volta nessuno ha visto nulla nonostante la sorveglianza attiva nella zona 24 ore su 24. Io e Pepsi quando è avvenuto il delitto stavamo perlustrando le strade lungo la via del Porto Fluviale dall’altro lato di via Ostiense. Peccato!. 


Ho fotocopiato i fascicoli che riguardano le quattro vittime e me li sono portati di nascosto a casa. Io e Pepsi li leggiamo di continuo. A volte cerchiamo un fil rouge che colleghi le quattro vittime, un movente, altre volte in base alle caratteristiche delle vittime, tutte donne tra i trenta ed i quaranta anni, cerchiamo di dare un volto all’assassino. Lui è uno che non rapina, non violenta, uccide strangolando, probabilmente usa un laccio od un foulard. Agisce nell’ombra e dopo aver colpito svanisce nel nulla. Secondo Pepsi abita nel quartiere. Potrebbe essere uno dei tanti signori che incontriamo durante le nostre perlustrazioni: c’è chi porta a spasso il cane, chi indugia davanti alla pizzeria di via Bove. Ci sono quelli che portano la spazzatura e quelli che vanno al distributore di sigarette notturno su via Ostiense. Il fine settimana lo scenario si complica, il quartiere si anima: centinaia di macchine affollano i parcheggi di fronte ai Magazzini Generali. Sono i giovani che frequentano le numerose discoteche della zona. Ma il nostro assassino preferisce la quiete dei giorni feriali quando le strade sono semi-deserte. Colpisce tra le undici e le tre del mattino senza lasciare traccia.

2 commenti:

  1. Solo un appunto di "ottimizzazione".

    Se l'assassino colpisce preferibbilmente nei giorni feriali sembra strano che la protagonista decida di dedicarsi all'appostamento solo nei finesettimana quando il quartiere è pieno di gente.

    Pero' il racconto mi piace ancora tanto.Complimentissimi.

    E.

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  2. mi hai fatto un appunto giusto

    correggero' il racconto grazie

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