Venerdì sera sono tornata a casa stanchissima dal solito giro di perlustrazione. Pepsi si era assopito nella tasca del trench. L’ho svegliato posandolo delicatamente sul tavolo della cucina. A volte mi dico che se io e Pepsi fossimo stati i protagonisti di un racconto poliziesco le nostre indagini avrebbero dovuto avere per forza un qualche risultato. La realtà purtroppo è molto diversa dalla finzione letteraria. Ho comunicato questo pensiero al mio piccolo amico che si è limitato a suggerirmi di non demordere. Non che le indagini ufficiali dei miei colleghi della omicidi stiano andando meglio: dopo tre delitti l’unico indizio è un’ombra registrata dalla telecamera a guardia di un garage notturno in via V. Bove. Seguo il caso in ufficio e la notte perlustro il quartiere alla ricerca dell’assassino. Martedì c’è stato un altro omicidio. Un’altra signora che tornava a casa da sola la sera tardi. Aveva parcheggiato la sua Renault Clio su via Negri, davanti all’agenzia di scommesse SNAI e si apprestava a raggiungere la sua abitazione in via Ostiense 99. Nessun legame con le vittime precedenti, nessun indizio, un'unica caratteristica in comune con gli altri omicidi: abitare al quartiere Ostiense vicino al Gazometro. Anche questa volta nessuno ha visto nulla nonostante la sorveglianza attiva nella zona 24 ore su 24. Io e Pepsi quando è avvenuto il delitto stavamo perlustrando le strade lungo la via del Porto Fluviale dall’altro lato di via Ostiense. Peccato!.
Ho fotocopiato i fascicoli che riguardano le quattro vittime e me li sono portati di nascosto a casa. Io e Pepsi li leggiamo di continuo. A volte cerchiamo un fil rouge che colleghi le quattro vittime, un movente, altre volte in base alle caratteristiche delle vittime, tutte donne tra i trenta ed i quaranta anni, cerchiamo di dare un volto all’assassino. Lui è uno che non rapina, non violenta, uccide strangolando, probabilmente usa un laccio od un foulard. Agisce nell’ombra e dopo aver colpito svanisce nel nulla. Secondo Pepsi abita nel quartiere. Potrebbe essere uno dei tanti signori che incontriamo durante le nostre perlustrazioni: c’è chi porta a spasso il cane, chi indugia davanti alla pizzeria di via Bove. Ci sono quelli che portano la spazzatura e quelli che vanno al distributore di sigarette notturno su via Ostiense. Il fine settimana lo scenario si complica, il quartiere si anima: centinaia di macchine affollano i parcheggi di fronte ai Magazzini Generali. Sono i giovani che frequentano le numerose discoteche della zona. Ma il nostro assassino preferisce la quiete dei giorni feriali quando le strade sono semi-deserte. Colpisce tra le undici e le tre del mattino senza lasciare traccia.
Solo un appunto di "ottimizzazione".
RispondiEliminaSe l'assassino colpisce preferibbilmente nei giorni feriali sembra strano che la protagonista decida di dedicarsi all'appostamento solo nei finesettimana quando il quartiere è pieno di gente.
Pero' il racconto mi piace ancora tanto.Complimentissimi.
E.
mi hai fatto un appunto giusto
RispondiEliminacorreggero' il racconto grazie