venerdì 2 novembre 2007

Racconto (1)

Ho aperto il frigo per prendere una Pepsi e l’ho visto: era seduto tra il barattolo della maionese e un gambo di sedano. Gli ho detto ciao, così senza pensarci. Lui si è alzato in piedi ed è balzato sul pavimento della cucina. Come descriverlo? E’alto circa quindici centimetri e ha una folta barba grigia. E’ vestito come quei nani da giardino che si vedono nei cortili delle villette di periferia e ha un piccolo pugnale alla cintura. Parla un ottimo italiano con un accento lievemente straniero. Mi ha detto di aver scelto il mio frigorifero perché si sentiva solo. Sono alcune settimane che vive a casa mia. Gli ho preparato un letto nella cesta dove dormiva il mio gatto. Quando torno dal lavoro trovo la cena pronta in cucina. Pepsi, l’ho chiamato così, è un ottimo cuoco. In questi giorni sto facendo molto tardi in ufficio. Ci sono stati tre omicidi al quartiere Ostiense nelle ultime due settimane. Si parla di un serial killer. Io sono perplessa, Roma è sempre stata una città molto tranquilla se paragonata alle altre metropoli europee ed americane e adesso all’improvviso questa ondata di violenza. Tre donne strangolate sotto il portone di casa,  nessun indizio rilevante. In città c’è un clima di paura, abbiamo ricevuto molte segnalazioni ma si trattava di false piste, perlopiù mitomani e pazzi vari. Pepsi è il mio confidente, quando torno stanca la sera gli parlo della mia giornata e del lavoro alla omicidi. Stanotte c’è stato un altro delitto. Pepsi è seduto sul mio codice di procedura penale e si liscia la barba. “Dovreste preparare una trappola per l’assassino” mi suggerisce. Lui ha un piano ben preciso: si nasconderà nella tasca del mio impermeabile mentre perlustriamo le strade del quartiere a piedi. L’omicida colpisce sempre verso la mezzanotte nelle stradine isolate vicino al gazometro. Così stasera siamo usciti. Ho parcheggiato la macchina in via Negri, all’Ostiense e ho fatto nascondere Pepsi nella tasca del trench. Cadeva una pioggerellina leggera, in giro non c’era nessuno. Il quartiere di notte si anima solo nei fine settimana quando migliaia di giovani affollano i numerosi locali notturni ma oggi è solo lunedì. Ho passeggiato lentamente senza ombrello, indugiando davanti ai portoni. Il cappuccio di Pepsi spuntava dalla mia tasca destra. Siamo rimasti in giro sino all’una, niente da segnalare. Siamo usciti per diverse notti. I miei colleghi perlustrano il quartiere in incognito e probabilmente l’assassino si tiene lontano.

2 commenti:

  1. Tra due minuti scappo, vado al cinema. Ho fatto appena in tempo a leggere il tuo nuovo racconto e sono curioso di sapere come procede la storia!


    ciaoooo

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  2. Mi piace molto.

    non vedo l'ora di leggere il seguito.

    E.

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