Poesia 1
Mi dicono che l’amore cade a capofitto
stravolge, lacera.
Urla l’impossibilità di vivere, la lacerazione di essere
hic et nunc, senza costrutto o ragione alcuna che l’esistere.
A volte l’amore fa capolino, timido si rinserra
rettile nel suo guscio minerale.
Artigli cornei, membrane delicate
fragile testa appuntita
a fatica incede su terreni non suoi
E lo vorresti, agile, scivolare su distese erbacee
Quando inerme annaspa nel cortile.
A volte l’amore ti sfiora con dita di rosa
Ma tu rifuggi al tocco
Schivi le sue mire, illudendo alludi
E l’illusione è solo mia.
A volte l’amore sbatte i pugni contro la porta
E chiede, urgente, udienza.
Ma, lo sai, bussare troppo forte
non è segno di buona educazione.
A volte l’amore torna sui suoi passi
Si rintana, tesse strategie illusorie
ai tavolini di un caffè
per poi specchiarsi, stanco,
nel cerchio lasciato da un bicchiere.
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