martedì 22 agosto 2006

Senza titolo 0

Poesia 1

 

Mi dicono che l’amore cade a capofitto

stravolge, lacera.

Urla l’impossibilità di vivere, la lacerazione di essere

hic et nunc, senza costrutto o ragione alcuna che l’esistere.

A volte l’amore fa capolino, timido si rinserra

rettile nel suo guscio minerale.

Artigli cornei, membrane delicate

fragile testa appuntita

a fatica incede su terreni non suoi

E lo vorresti, agile, scivolare su distese erbacee

Quando inerme annaspa nel cortile.

 

A volte l’amore ti sfiora con dita di rosa

Ma tu rifuggi al tocco

Schivi le sue mire, illudendo alludi

E l’illusione è solo mia.

 

A volte l’amore sbatte i pugni contro la porta

E chiede, urgente, udienza.

Ma, lo sai, bussare troppo forte

 non è segno di buona educazione.

 

A volte l’amore torna sui suoi passi

Si rintana, tesse strategie illusorie

ai tavolini di un caffè

per poi specchiarsi, stanco,

 nel cerchio lasciato da un bicchiere.

.

 

 

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