martedì 22 agosto 2006

Poesia: per E.M.

E.M.

 

Ho solo una domanda:

Il perché non lo ricordo

Ma a volte ti firmavi Eusebio

Con chi amavi?

 …………………..

 

Liceale maliziosa

Ti ho immaginato inciampare,

In un infilascarpe arrugginito

Mentre salivi uno

Dei tanti milioni di scale di una vita

.

Una cieca, nonostante tutto, non è sempre la migliore delle guide

E i femori varranno qualcosa in più degli ossimori

Mi dicevo, chiosando con sfregi rosso-blu

Un’ antologia scolastica non mia.

 

Poeta dilettante

Mi hai svelato la tua noia per le rime, sempre quelle,

quasi inevitabili.

 “Pinzochere ardenti di zelo”, se ben ricordo.

Ma ostinato mi taci l’arcano

 Per cui il contabile sposa l’ineffabile

Non necessariamente, ma qualche volta.

 

Ed in fondo, all’ora del telegiornale

Ammetto tra i denti

L’assenza di progressi o recessioni complessive

Almeno per oggi.

Poi svogliata accumulo nel lavandino

 i piatti di una cena affrettata

Ed ecco il profumo dello Svelto al limone

Evocare mio malgrado

Le trombe azzurre della pubblicità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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