Ho affittato un appartamento nei vicoli di Trastevere, le finestre si affacciano sul giardino di un convento di suore. Stanotte dormirò nella mia nuova casa per la prima volta. Sono andato a letto dopo la mezzanotte. Ho finito di sistemare i miei libri nella grande libreria bianca del soggiorno e mi sono ritirato. Non ho preso sonno subito. Sentivo l’acqua scrosciare nella grondaia sopra il tetto e alcuni scricchiolii sconosciuti nella stanza. Verso l’una –ho guardato il quadrante luminoso della mia sveglia Ikea – ho sentito distintamente il pianto di un bambino rompere il silenzio notturno. Il suono sembrava provenire dal giardino. Un pianto sommesso che penso sia durato sino a quando mi sono addormentato, molto più tardi. La mattina ho finito di sistemare i libri ed il computer nel mio piccolo studio poi sono andato ad esplorare le viuzze intorno a casa mia. Il cancello del giardino delle suore è tutto arrugginito. Mi hanno detto che il convento è abbandonato da anni e c’è un progetto del Comune per recuperare quegli spazi. Ho fatto un po’ di spesa e sono tornato a casa. La sera ho cercato di andare a letto presto ma sono riuscito ad addormentarmi solo verso l’alba sfinito dal pianto del bambino dell’altra notte. Anzi stanotte mi è sembrato di sentire piangere più di un bambino. Una vocina stridula senza pace ed una dal tono più sommesso.
Oramai è così tutte le notti. Questo pianto di bambini mi tiene sveglio. Prendo sonno sempre più tardi e mi sveglio puntualmente dopo mezzogiorno. Per fortuna faccio lo scrittore e non devo entrare in ufficio tutte le mattine alle nove però la situazione è seccante. Ho cercato di parlare di questa cosa con il mio unico vicino di casa, un anziano signore che abita a Trastevere da una vita, ma è stato molto laconico: “i bambini piangono e lei ci si deve abituare”, mi ha detto. Gli ho fatto notare che il nostro palazzetto è abitato solo da me a da lui e che il convento è disabitato da decenni. Insomma dove sono i bambini in quest’angolo di Trastevere? Mi ha fatto spallucce limitandosi a ripetermi di farci l’abitudine. “In fondo i bambini ci tengono anche compagnia” ha aggiunto. Ho preferito non continuare quella conversazione, mi è rimasta la spiacevole sensazione che il mio vicino mi volesse tacere qualcosa e sono tornato nel mio appartamento.
Stamattina il cancello delle suore era aperto. Ho visto due operai con dei caschi arancioni e una scavatrice. ‘Finalmente sono iniziati i lavori per il recupero dell’area’, mi sono detto.
Forse ho trovato una risposta alla mia curiosità sul pianto dei bambini nella cronaca di Roma di Repubblica del giorno dopo: “Macabro ritrovamento a Trastevere. Venuti alla luce scheletri di bambini molto antichi durante i lavori di recupero di un antico giardino”. L’articolo favoleggia di vecchi infanticidi tra le mura del convento e altre amenità. Non so se credere che i fantasmi di quei corpicini sepolti nel giardino mi abbiano tenuto sveglio, ma da quando i piccoli scheletri sono stati rimossi le mie notti sono tranquille.
Molto bello...ho letto qua e là...ma tornerò sicuramente a leggerti ancora.
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