domenica 2 marzo 2008

la casa nuova

 


Ho affittato un appartamento nei vicoli di Trastevere, le finestre si affacciano sul giardino di un convento di suore. Stanotte dormirò nella mia nuova casa per la prima volta. Sono andato a letto dopo la mezzanotte. Ho finito di sistemare i miei libri nella grande libreria bianca del soggiorno e mi sono ritirato. Non ho preso sonno subito. Sentivo l’acqua scrosciare nella grondaia sopra il tetto e alcuni scricchiolii sconosciuti nella stanza. Verso l’una –ho guardato il quadrante luminoso della mia sveglia Ikea – ho sentito distintamente il pianto di un bambino rompere il silenzio notturno. Il suono sembrava provenire dal giardino. Un pianto sommesso che penso sia durato sino a quando mi sono addormentato, molto più tardi. La mattina ho finito di sistemare i libri ed il computer nel mio  piccolo studio poi sono andato ad esplorare le viuzze intorno a casa mia. Il cancello del giardino delle suore è tutto arrugginito. Mi hanno detto che il convento è abbandonato da anni e c’è un progetto del Comune per recuperare quegli spazi. Ho fatto un po’ di spesa e sono tornato a casa. La sera ho cercato di andare a letto presto ma sono riuscito ad addormentarmi solo verso l’alba sfinito dal pianto del bambino dell’altra notte. Anzi stanotte mi è sembrato di sentire piangere più di un bambino. Una vocina stridula senza pace ed una dal tono più sommesso.


Oramai è così tutte le notti. Questo pianto di bambini mi tiene sveglio. Prendo sonno sempre più tardi e mi sveglio puntualmente dopo mezzogiorno. Per fortuna faccio lo scrittore e non devo entrare in ufficio tutte le mattine alle nove però la situazione è seccante. Ho cercato di parlare di questa cosa con il mio unico vicino di casa, un anziano signore che abita a Trastevere da una vita, ma è stato molto laconico: “i bambini piangono e lei ci si deve abituare”, mi ha detto. Gli ho fatto notare che il nostro palazzetto è abitato solo da me a da lui e che il convento è disabitato da decenni. Insomma dove sono i bambini in quest’angolo di Trastevere? Mi ha fatto spallucce limitandosi a ripetermi di farci l’abitudine. “In fondo i bambini ci tengono anche compagnia” ha aggiunto. Ho preferito non continuare quella conversazione, mi è rimasta la spiacevole sensazione che il mio vicino mi volesse tacere qualcosa e sono tornato nel mio appartamento.


Stamattina il cancello delle suore era aperto. Ho visto due operai con dei caschi arancioni e una scavatrice. ‘Finalmente sono iniziati i lavori per il recupero dell’area’, mi sono detto.


Forse ho trovato una risposta alla mia curiosità sul pianto dei bambini nella cronaca di Roma di Repubblica del giorno dopo: “Macabro ritrovamento a Trastevere. Venuti alla luce scheletri di bambini molto antichi durante i lavori di recupero di un antico giardino”. L’articolo favoleggia di vecchi infanticidi tra le mura del convento e altre amenità. Non so se credere che i fantasmi di quei corpicini sepolti nel giardino mi abbiano tenuto sveglio, ma da quando i piccoli scheletri sono stati rimossi le mie notti sono tranquille.


 


 


 


 

1 commento:

  1. Molto bello...ho letto qua e là...ma tornerò sicuramente a leggerti ancora.

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