Valerio
La prima volta mi ha chiesto di prenderglielo in bocca e di succhiarglielo. Ho esitato un istante poi gli ho leccato il glande piano piano. Quest’immagine mi torna in mente prepotentemente. Il suo cazzo duro, bagnato della mia saliva, mi pulsa in bocca. Lo sento venirmi in gola. Ho la bocca piena di sperma deglutisco. Inghiotto il suo seme, la mia saliva, il senso di questa notte senza sonno, senza sogni. Ho altre immagini di lui. Sarà una notte molto lunga e questi ricordi mi terranno compagnia, come un sogno ad occhi aperti che ti segue durante la giornata. Te lo porti in autobus, in ufficio. E’ con te mentre il controllore chiede i biglietti, mentre metti cinquanta centesimi nella macchinetta del caffè.
Sono le due e cinquantadue del mattino e lui è sdraiato accanto a me. Accarezzo il suo corpo con lo sguardo: i capelli neri, sottili come seta, la pelle diafana, i capezzoli, piccole rose sul candore del petto. Me lo sento venire duro un’altra volta. Avrei voglia di penetrarlo ancora, di possedere questo corpo che riposa accanto al mio. Due corpi, così uguali così diversi. Io sono piccolo, tarchiato, ho un po’ di pancetta. Francamente non sono mai stato bello nemmeno quando ero più giovane, quando avevo ancora i miei capelli, i miei denti. Valerio è stupendo. A volte è così bello che la sua bellezza mi fa stare male. Provo un senso di vertigine, una sensazione dolorosa alla bocca dello stomaco e rimango senza fiato. Sfioro le sue labbra con un bacio. Non lo sveglierò, non posso svegliarlo, anche se volessi, Valerio è morto da almeno due ore. L’ ho strangolato nel sonno con queste mani che ora sono ancora avide di accarezzarlo. Ieri pomeriggio amore mio ti ho seguito, ti ho visto incontrarti con lui alla fermata della metro di Piazza Vittorio. Vi ho visti attraversare la piazza e salire in quel piccolo albergo. Mi è bastato questo. Ti ho messo 5 compresse di sonnifero nel vino della cena. Ho atteso il tuo sonno sul nostro letto. Adesso aspetto, forse la polizia che mi verrà a cercare prima o poi o semplicemente guardo uno spicchio di cielo nero dietro i vetri della finestra. Tra un paio di ore diventerà azzurro. Sentirò gli uccelli e i primi tram della mattina su viale Trastevere. Aspetto mentre mi accarezzo il cazzo molto lentamente. Valerio amore mio non sei mai stato così bello.
Nessun commento:
Posta un commento