martedì 26 giugno 2007

Valerio

Ho scritto 'Valerio' nel mese di maggio dell'anno scorso. Mi avevano chiesto un racconto di tematica omosessuale per un'antologia di racconti di genere per Coniglio editore  che poi non si è più fatta. Valerio è rimasto nel pc sino ad oggi.  Devo dire che per scriverlo ho tentato di entrare nel personaggio il più possibile parlando con omosessuali e visitando siti gay. Spero di esserci riuscita. Mi piace scrivere di personaggi che siano 'altro da me' non a caso spesso le mie voci narranti sono anziani oppure maschi. Il protagonista del racconto dovrebbe avere circa 45 anni, abita a viale Trastevere e potrebbe ricordare un mio vicino di casa di tanti anni fa.  Rileggendo il racconto mi sono chiesta se a piazza Vittorio ci sia un albergo, spero di si. Di solito sono abbastanza fedele nella ricostruzione dei luoghi. Ho fatto lunghi sopralluoghi al quartiere Testaccio per una storia che avevo in mente e che poi non ho mai scritto. Dimenticavo: mi hanno chiesto un racconto che fosse anche porno. Io, me ne rendo conto, ho inventato un noir, non ho scritto un racconto di quel genere,ma ho comunque inserito dei dettagli il più possibile pornografici nella storia. 

racconto noir

 

Valerio

 

La prima volta mi ha chiesto di prenderglielo in bocca e di succhiarglielo. Ho esitato un istante poi gli ho leccato il glande piano piano. Quest’immagine mi torna in mente prepotentemente. Il suo cazzo duro, bagnato della mia saliva, mi pulsa in bocca. Lo sento venirmi in gola. Ho la bocca piena di sperma deglutisco. Inghiotto il suo seme, la mia saliva, il senso di questa notte senza sonno, senza sogni. Ho altre immagini di lui. Sarà una notte molto lunga e questi ricordi mi terranno compagnia, come un sogno ad occhi aperti che ti segue durante la giornata. Te lo porti in autobus, in ufficio. E’ con te mentre il controllore chiede i biglietti, mentre metti cinquanta centesimi nella macchinetta del caffè.

Sono le due e cinquantadue del mattino e lui è sdraiato accanto a me. Accarezzo il suo corpo con lo sguardo: i capelli neri, sottili come seta, la pelle diafana, i capezzoli, piccole rose sul candore del petto. Me lo sento venire duro un’altra volta. Avrei voglia di penetrarlo ancora, di possedere questo corpo che riposa accanto al mio. Due corpi, così uguali così diversi. Io sono piccolo, tarchiato, ho un po’ di pancetta. Francamente non sono mai stato bello nemmeno quando ero più giovane, quando avevo ancora i miei capelli, i miei denti. Valerio è stupendo. A volte è così bello che la sua bellezza mi fa stare male. Provo un senso di vertigine, una sensazione dolorosa alla bocca dello stomaco e rimango senza fiato. Sfioro le sue labbra con un bacio. Non lo sveglierò, non posso svegliarlo, anche se volessi, Valerio è morto da almeno due ore. L’ ho strangolato nel sonno con queste mani che ora sono ancora avide di accarezzarlo. Ieri pomeriggio amore mio ti ho seguito, ti ho visto incontrarti con lui alla fermata della metro di Piazza Vittorio. Vi ho visti attraversare la piazza e salire in quel piccolo albergo. Mi è bastato questo. Ti ho messo 5 compresse di sonnifero nel vino della cena. Ho atteso il tuo sonno sul nostro letto. Adesso aspetto, forse  la polizia che mi verrà a cercare prima o poi o semplicemente guardo uno spicchio di cielo nero dietro i vetri della finestra. Tra un paio di ore diventerà azzurro. Sentirò gli uccelli e i primi tram della mattina su viale Trastevere. Aspetto mentre mi accarezzo il cazzo molto lentamente. Valerio amore mio non sei mai stato così bello. 

lunedì 25 giugno 2007

interviste

Sto inaugurando una serie di interviste sul blog. Il mio amico Marco Matz ha fatto da cavia, chi volesse essere intervistato anche via e-mail perché ha scritto un libro, ha scoperto una nuova molecola o quant'altro mi lasci un post. Lo contatterò sicuramente. Intanto sto lavorando al seguito del racconto pubblicato due post fa. Caldo permettendo sarà prestissimo on-line. Un saluto

mercoledì 20 giugno 2007

racconto - 2 - 1

un grazie ad Art per il post. Mi fa piacere che il mio racconto ti sia piaciuto, non appena avrò ultimato la versione lunga la pubblicherò sul blog magari a puntate.

lunedì 18 giugno 2007

Racconto - 1 - 1

il racconto che ho pubblicato sul blog l'ho scritto qualche mese fa. E' rimasto nel mio computer tutto questo tempo perché non mi convinceva e non mi convince ancora. Ho deciso di pubblicarlo sperando che qualche lettore mi mandi le sue osservazioni per migliorarlo. Io ho soltanto aggiunto la frase finale che dovrebbe descrivere uno stato d'animo che temo di non aver descritto troppo bene durante la narrazione Del racconto esiste anche una versione lunga - leggermente migliore - che devo completare. E' una storia  gialla ,Alisha viene uccisa e il vampiro cerca il suo assassino. Per adesso mi manca un finale, chiunque si volesse cimentare nel finire il racconto me lo può chiedere, glielo invierò via e-mail, il racconto sarà suo ovviamente.

sabato 16 giugno 2007

Senza titolo 4

Notte a Roma

Mi aggiro per la città, in autobus e metropolitana perlopiù. Non ho mai un posto preciso dove andare. Vago in attesa della notte. Quello è il tempo migliore in cui vivere. Oggi sono stato alla stazione Tiburtina. Ho visto un uomo disteso per terra gonfio di sonno e di vino, avvolto in un sacco a pelo rosso. Potevo distinguere la massa del corpo rannicchiata nel suo rifugio, la testa nuda e il collo. Mi sono chinato su di lui. Nessuno ci ha fatto caso. Gli altri clochard distesi sotto la tettoia dormivano. Ho avvicinato le labbra al collo. L’ho sfiorato con la bocca. La sua pelle sapeva di polvere e di sudore. Ho affondato i denti nella carne e ho morso. L’uomo ha avuto un sussulto nel sonno ma non si è svegliato, troppo ubriaco. Ho morso sino a sentire il sapore del sangue. Mi sono dissetato. E’ durato un attimo. Io mi nutro così, cerco il sangue, non mi piace uccidere, approfitto della notte. I barboni della stazione Tiburtina sono i miei fornitori poi c’è un infermiere della clinica ematologia del Policlinico, ruba delle sacche di plasma e me le vende sottobanco. Ci incontriamo alla stazione della metropolitana, mi passa la merce e mi sfotte, non crede che io sia un vampiro ma un mezzo matto che beve il sangue. Questa insomma è la mia vita. Dimenticavo Alisha. L’ho incontrata a piazza Indipendenza una sera, avevo una gran sete. La ragazza aveva un trucco pesante e un vestito assurdo, mi ha chiesto se volevo compagnia. L’ho seguita senza troppe parole nella sua stanzetta, in una pensione in via Cernaia. Si e sdraiata su un letto pieno di pelouche e mi ha invitato a scopare con lei. Mi ha recitato le sue tariffe. Le ho chiesto quanto volesse per farsi mordere sul collo. Mi è sembrata stupita ma mi ha lasciato fare, mi ha offerto il suo collo bianco, delicato come uno di quei gigli che le vecchiette offrono alla Madonna. Ho affondato i denti nella sua carne profumata con un po’ di emozione, lei ha chiuso gli occhi e mi ha abbracciato. Il sangue di Alisha è dolcissimo; ho bevuto a lungo poi l’ho fatta riposare. Era stupita,”Sei un vampiro?” mi ha chiesto. Mi veniva da ridere, le ho detto di si. Le ho spiegato che non è proprio come al cinema. Lei mi ha detto:” io invece sono una puttana” e mi ha chiesto i suoi soldi. Sono tornato a trovarla altre volte, preferisco pagare lei che l’infermiere. Salgo al terzo piano della pensione e l’aspetto. Non tarda mai molto. A volte è con altri clienti ma lei li manda via subito, dice che sono il suo preferito. Mi ha raccontato che si buca. Per questo fa la puttana. Paga uno spacciatore della zona. Una volta che la polizia l’ha fermato era molto preoccupata. Mi ha raccontato dell’astinenza, le ho parlato della mia sete. Ma non è la stessa cosa. Quando non ha la roba Alisha sta molto male. Una sera l’ho portata fuori in giro per la città. Si era vestita elegante, io ho solo un impermeabile e qualche blue jeans. Vivo in una soffitta in un vicolo del centro. Siamo andati a casa mia. Alisha si guardava in giro, le sembrava tutto bellissimo. Ho messo un vecchio LP sul piatto del giradischi e l’ho invitata a ballare. Devo dire che balla come i bambini, ondeggia con il corpo come se si cullasse ma non segue assolutamente il ritmo della musica.

 Le ho offerto di restare da me per la notte. L’ho guardata addormentarsi rannicchiata come un gattino. Sono uscito molto presto, lei dormiva ancora. Sono andato dagli arabi che trovano rifugio sotto il palazzo delle assicurazioni di Piazza Venezia. Mi sono sdraiato vicino a uno di loro per morderlo, ma non ne avevo voglia, pensavo ad Alisha. Mi sono mosso troppo, l’uomo si è svegliato e si è messo a urlare. Sono scappato prima che arrivasse qualche poliziotto. Tornando verso casa ho preso dei cornetti e un cappuccino al bar per Alisha. Credo di essermi innamorato, è la prima volta che mi accade.

 

 

giovedì 14 giugno 2007

intervista a Marko Matz:

Dunque chi è Marko Matz: Marko Matz è Marco Mazzanti, un ragazzo (20 anni) a cui piace scrivere, leggere e disegnare ascoltando la musica.


Così giovane hai già pubblicato un romanzo ed alcuni racconti ce ne vuoi parlare: L'anno scorso ho pubblicato un romanzo con il mio vecchio pseudonimo, Marco Mushroom. Il romanzo si intitola 'i fanatici del rancore'. (Midgard editore) Alcuni miei racconti sono presenti su alcuni siti internet e sul mio blog (www.marcomushroom.splinder.com ) uno di questi racconti, 'Riflesso viola' , è uno dei miei preferiti e proprio da quest'ultimo è nato uno dei miei romanzi di prossima pubblicazione.


Come si intitola il tuo prossimo romanzo e di cosa parla: Il titolo è 'colore indeciso';per me è un romanzo importante poiché costituisce una sorta di esperimento.  Nel senso che è una storia che per genere si distacca dalle cose che fin ora ho scritto e sto scrivendo, solitamente di genere fantasy o gotico splatter. E' la storia di due personaggi, un giovane albino con un passato da pittore (dipingeva con i coltelli!) e di un ex prostituto. Non saprei sotto quale genere potrebbe collocarsi questa storia, come ti ho detto è un esperimento. :-)


Quali sono i tuoi autori preferiti e le tue eventuali fonti di ispirazione: Parlando degli autori, mi piacciono molto Neil Gaiman, Lovecraft e molti altri. Per quanto riguarda le fonti di ispirazione non saprei dirti, dipende da molti fattori: molte volte si tratta di sogni o di incubi che ho fatto, o di mie paure, altre volte sono ricordi o dialoghi che ho sentito per caso e dai quali ho ricavato una storia.


Qual è l'ultimo libro letto che ti sentiresti di consigliarci: Sarà strano, io scrivo quasi prevalentemente storie di genere gotico fantasy horror ma leggo tutt'altro... l'ultimo libro che ho letto è 'la voce delle onde' di Yukio Mishima, un libro che ho trovato molto suggestivo e piacevole, in qualche modo percepivo un non so che di diverso rispetto alle atmosfere degli autori occidentali, lo consiglierei sicuramente.


Credi nella distinzione in generi letterari e se così è, visto che hai parlato di fantasy e horror, pensi che la letteratura di genere abbia la stessa dignità di quella mainstream: Si certamente, penso che la letteratura di genere abbia la stessa dignità di quella mainstream, secondo me il tutto sta nel creare storie coinvolgenti che incollino il lettore alla pagina del libro. L'importante, insomma, sono le emozioni che la trama, i personaggi e gli ambienti descritti in un libro sanno suscitarci.


Che tipo di storie ti piace raccontare? Mi piacciono le storie forti, quelle potenti, che vedono i personaggi vivere situazioni che nella realtà nessuno potrebbe mai sperimentare (non è un caso infatti che io scriva horror, fantasy e fantascienza)...


Chi sono i tuoi personaggi: Mi piacciono i personaggi crudeli, conoscerli sino in fondo, scoprire il perché delle loro azioni. Sono convinto che nessun essere umano possa essere crudele al cento per cento. Molti miei personaggi cattivi possiedono un lato buono che riescono a mostrare solamente ad alcune persone. Dietro alle loro azioni malvagie e alle loro efferatezze c'è un sentimento buono riservato solo ad alcuni, quindi un lato dolce che solo particolari personaggi  meritano.


Cosa consiglieresti ad un giovane autore che si affaccia sul panorama letterario: Gli consiglierei di scrivere quello in cui crede e di non scendere a compromessi.  


Cosa pensi del fenomeno degli editori a pagamento che chiedono anche 3000 euro per pubblicare un romanzo? Tremila euro li spenderei per fare una bella vacanza, magari al mare. Per il resto dipende. Chiaramente quando le cifre chieste sono molto alte a mio parere sarebbe meglio fare un passo indietro. Quando si tratta invece di acquistare poche decine di copie (massimo 80), pubblicare a queste condizioni non lo trovo disdicevole. Queste copie possono essere utilizzate per partecipare a concorsi o per iscriverle al book-crossing e far loro fare un bel giro per il mondo; non storco la bocca tuttavia di fronte al pagamento di piccole cifre che non superino i 500 euro, in questi casi è logico che l'editore non ci guadagna nulla,  infatti se si tratta di piccoli e piccolissimi editori il contributo è un contributo vero e proprio e non un tributo...


Ultima domanda: quali sono i tuoi progetti per il futuro? Scrivere romanzi e disegnare.  Laurearmi, anche se la mia passione rimarrà sempre la scrittura abbinata alla musica e al disegno, non mi importa se non diventerò uno scrittore affermato ma rimarrò un autore di nicchia, quello che conta per me è scrivere e dare sfogo alla mia fantasia.


 









 

sabato 9 giugno 2007

cinema

Questo fine settimana forse riesco ad andare a vedere Grindhouse il nuovo Tarantino. Speriamo bene