mercoledì 5 dicembre 2007

Racconto di Natale

L’albero di Natale era fasciato in un foglio di cellophane azzurro, l’ho liberato dal suo involucro cartaceo e  l’ho aperto nel soggiorno. Odora di resina e di inverno. Lo scatolone con le decorazioni natalizie è nello sgabuzzino. L’anno scorso ho avvolto le palle di vetro nella carta di giornale una ad una perché non si rompessero. Le ho ritrovate intatte e ho guardato con piacere i titoli di Repubblica di un anno fa. Mentre addobbavo l’albero pensavo ad una poesia che mi ha recitato mia madre al telefono stamattina: “Natale: Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade / lasciatemi qui con le quattro capriole di fumo del focolare”.purtroppo non ricordo l’autore. Stavo avvolgendo una ghirlanda dorata  intorno all’abete quando Marco è rientrato dal lavoro. Si è seduto sul divano e ha esordito:”Oggi è arrivata una lettera dall’ufficio del personale, sono spiacenti ma non mi rinnovano il contratto che scade a gennaio 2008”. Mi è caduta di mano una pallina che è andata ad infrangersi sul pavimento. Ci siamo guardati. Marco si è schiarito la voce e ha continuato: “Quei bastardi non hanno rinnovato il contratto ad altre tre persone”. Ho fissato l’albero di Natale ancora mezzo spoglio e ho guardato Marco. Ho sentito la mia voce dire con falso brio “Troverai qualcos’ altro non ti preoccupare”, poi mi sono seduta accanto a lui. Marco non parla, ha la testa tra le mani ed è incazzato. Quando fa così so che è meglio che io stia zitta, altrimenti finiremmo per litigare. Succede sempre. Sono andata in cucina e ho messo due cotolette di maiale nel micro-onde. “Domani è il 24 Dicembre, abbiamo solo 400 euro in banca e io ne ho spesi 50 per un insulso albero di Natale” pensavo tagliando la lattuga. Marco è venuto in cucina:”Non finisci l’albero?” mi ha detto. Ho guardato l’orologio a parete. “Adesso mangiamo, lo finirò dopo cena, ma non ne ho molta voglia” ho risposto.


“Lasciatemi qui con le quattro capriole di fumo del focolare”. Questo verso mi ronza in testa da giorni. Natale è passato, Marco sta cercando un nuovo lavoro. Io mi arrabatto come al solito tra il call center e le mie traduzioni. L’albero di Natale scintilla ignaro in soggiorno, tra qualche giorno riporrò gli addobbi nello scatolone e l’abete finirà nel cassonetto della spazzatura.

7 commenti:

  1. grazie mille per la visita :-D

    molto gentile

    buonanotta!!!

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  2. davvero struggente nella sua semplicità. brava!

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  3. Bello, efficace.

    Ah, la poesia è di Ungaretti...

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  4. Un bacio grande L.

    p.s. : il racconto è triste. Attualissimo,ma triste. Voglio sperare ci sarà un futuro più luminoso e illuminato non solo da un fioco bagliore di un albero di Natale. Ci voglio credere.

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  5. Ciao Antonella....è difficile per molti la realtà quotidiana oggigiorno...spero che nel frattempo la realtà, se autobiografica, sia migliorata....

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  6. melanconico, struggente, incazzato, triste.

    sei una scrittrice!!!

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  7. ho sempre creduto in te, nella tua intelligenza nella tua sensibilità e questo ne è la prova. pierpaola pasolina

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