Stasera non ho voglia di leggere. Ho una pila di libri nuovi che mi guardano con aria di riprovazione dalla scrivania: nell' ordine, 'Un albero cresce a Brooklyn' di Betty Smith (ne ho parlato in un post precedente), "Le anime morte" di Gogol (ebbene si me lo sono ricomprato usato in un' edizione economica anni sessanta, la stessa che ha mia madre e che ho letto da ragazzina), quattro volumi di "Guerra e pace" (un altro acquisto fatto al mercatino della Comunità di Sant Egidio due domeniche fa) , "Sappiano le mie parole di sangue" di Babsi Jones, (una novità, ne sentirete presto parlare su questo blog) e "L'innocenza" di Tracy Chevalier (me lo ha portato Marco Mushroom l'altro giorno, l'autrice ha scritto "La ragazza con l'orecchino di perla" un famoso best seller internazionale, grazie Marco). Quale leggerò per primo? a questo punto propongo un gioco ai lettori di questo blog: riporterò qui di seguito gli incipit dei libri, votate quello che vi attira di più con un post. Cominciamo da un classicone, "Guerra e pace" di Tolstoi che ahimé non ho ancora letto:
Guerra e Pace: "Ebbene principe, Genova e Lucca non sono più che appannaggi, possedimenti della famiglia Bonaparte. No vi prevengo che se voi non mi dite che avremo la guerra, se voi permetterete ancora di palliare tutte le infamie, tutte le atrocità di questo Anticristo (parola d'onore lo credo tale), non vi conosco più, non siete più mio amico, non siete più il mio servo fedele come voi dite"(in francese nel testo). Orvia buon, giorno, buon giorno, Vedo che vi faccio paura (in francese nel testo). Sedetevi e raccontate". Così diceva nel giugno del 1805 la famosa Anna Pàvlovna Scherer damigella d'onore e familiare dell'imperatrice Maria Feòdorovna....". (Leone Tolstoi)
"Sappiano le mie parole sangue": "Direttore, dovrei dirti che è l'ultimo giorno, ma non so di che cosa: di qualcosa che va a terminare, un finale di partita che finisce per persa. Quello scatto ottocento per seicento che mi resta prima che il display mi bruci lo sguardo, quello scatto, io lo spreco sul foglio: il ritratto di righe non scritte, questo bianco di carta che avanza. Se sconfitta e scadenza hanno forma e colore, sarà questo: le parole che non riesco a trovare" (Babsi Jones).
"L'innocenza": "Jem Kellaway guardava inorridito i passanti che frugavano spudoratamente tra le cose della sua famiglia. Era umiliante. Seduto sul carro in quella strada gremita, osservava la gente curiosare fra le loro masserizie. Non aveva mai visto tanti sconosciuti in una volta sola: al suo villaggio del Dorsenshire era un evento di cui si parlava per giorni. E poi non gli piaceva per niente essere scrutato in quel modo. Si rannicchiò tra le sedie di Windsor fabbricate dal padre cercando di dare nell'occhio il meno possibile. Smilzo, con il viso allungato, gli occhi azzurri infossati ed i capelli di un biondo rossiccio arricciati dietro le orecchie, Jem non era certo il tipo che attirava l'attenzione ed infatti la gente pareva più interessata al contenuto del carro che a lui" (Tracy Chevalier)
"Le anime morte": "Nell'androne di una locanda della città di N., capoluogo di governatorato, entrò una graziosa piccola vettura a molle, di quelle in cui viaggiano gli scapoli: tenenti colonnelli a riposo, capitani in seconda, proprietari di campagna che possiedono un centinaio di anime di contadini: in una parola tutti quelli che si dicono signori di mezza taglia. Nella carrozza sedeva un signore che non era proprio un bell'uomo, ma non era neppure di brutto aspetto, né troppo grasso né troppo esile; non si poteva dire che fosse anziano ma neppure d'altronde che fosse troppo giovane." (Nikolaj Gogol)
Votate, votate, votate e fatemi sapere
Io voto Babsi, perchè sono curioso.
RispondiEliminaDaniele
Io ovviamente voto L'innocenza, che ti ho prestato. ;)
RispondiEliminaciaooooo
Le anime morte, senza dubbio, Le anime morte.
RispondiEliminale anime morte senza dubbio, specchio come sono di un modo di essere russi che rasenta il comtemporaneo modo di pensare, in questo italico sfascio...
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