mercoledì 18 aprile 2007

america

Ho letto sul sito del Corriere della Sera che il killer del campus americano frequentava lezioni di scrittura creativa all'università e aveva scritto dei racconti violenti. L'articolo ventila che forse il problema era tutto lì. Rabbrividisco al pensiero. Ma davvero scrivere storie violente ci candida ad essere dei serial killer? L'articolo aggiunge che le sue storie non erano un granché. Se in un prossimo improbabile futuro compirò una strage in un campus universitario o in una stazione della metropilitana forse qualcuno andrà a rileggere i miei racconti con occhio diverso piuttosto che trovare spiegazioni di altro genere. Non mi sembra superfluo aggiungere che se in America le armi non si vendessero al supermarket certe cose forse non accadrebbero. Comunque chiunque volesse leggere il racconto del ragazzo americano lo trova su the smoking gun o su aol. Buona ricerca.  Io comunque ho deciso di non leggerlo.

1 commento:

  1. ciao Antonella, che bella notizia, allora siamo tutti assassini... scherzi a parte, che grande buffonata! Se ci volesse così poco per essere degli assassini, lo saremmo tutti.


    ciaooo

    marco mushroom

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