Mi scrive MM a proposito dell'ultimo post: così cara antonella saremmo tutti potenziali assassini perché scriviamo storie violente, dice all'incirca Marco. Caro Marco ti rispondo con un 'perché no?' e aggiungo: "senza dimenticare che come dice una nostra amica la violenza peggiore è quella che ci propinano col telegiornale della sera'. E' un osservazione validissima anche se forse è un po' scontata qualcosa del genere di 'non esistono più le mezze stagioni'. Caro Marco vorrei aggiungere che siamo comunque in ottima compagnia, Elmore Leonard, James Ellory e moltissimi altri sono con noi. Comunque l'articolo di repubblica.it non fa che riportare i commenti stupidissimi della stampa americana alla notizia che il killer del campus frequentava lezioni di scrittura creativa e aveva scritto dei racconti violenti. Oggi è stato reso pubblico un video (che non ho visto) in cui il nostro esternava tutta la sua follia. Ho letto che l'emittente americana che lo ha mandato in onda è stata subbissata di proteste ma del resto se non l'avesse fatto altri l'avrebbero accusata di censura. Non ho proprio voglia di cercare il video su Internet se capita lo vedrò in qualche telegiornale. Ho letto che il video è una specie di rivendicazione (al Qaeda a quanto pare ha fatto scuola); comunque si tratta di qualcosa di molto diverso dallo scrivere semplicemente un racconto violento. Lo ribadisco perché insisto sul fatto di aver ragione e rivendico la libertà di scrivere cose inquietanti senza essere classificata per questo come una potenziale assassina.
Buona notte a tutti
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