martedì 6 marzo 2007
Intrigo a Berlino
E' iniziata un'altra settimana, nessun nuovo graffito sulla facciata del palazzo, nessuna novità sul fronte del lavoro. Domenica ho visto un bel film, Intrigo a Berlino, di Steven Sodenbergh con George Cloney e Kate Blanchet. Mi hanno detto che è il remake di un film famoso se ricordo bene con Ingrid Bergman, peccato non averlo visto. E' una storia ambientata a Berlino nel 1945 dopo l'arrivo degli americani e dei russi. E' un film cupo notturno ambientato tra gli edifici in rovina della città. George Cloney è un giornalista in divisa che torna a Berlino per seguire la conferenza di Potsdam e ritrova qui la sue ex amante che ora di prostituisce protetta da un giovane militare americano che presto finisce ucciso misteriosamente. Da questa vicenda si snoda un intrico abbastanza complicato che vede coinvolti ebrei ed ex nazisti sino ad un finale amarognolo ambientato in un aeroporto di notte sotto la pioggia che potrebbe ricordare il finale di Casablanca. Il film +è girato come un film anni 40, in un bianco e nero torvo con molti primi piani e con una colonna sonora che ricorda le musiche dei film di quegli anni. Probabilmente il film è più esplicito nel linguaggio parlato e forse più violento di un film anni '40. Insomma il film mi è piaciuto soprattutto per la sua atmosfera retrò e perchè parla di fatti oramai dimenticati. Unico appunto quale è il senso di un'operazione del genere da parte di uno sperimentatore come Sodemberg?
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