venerdì 2 marzo 2007

Graffiti

Ieri sul muro accanto alla mia finestra è apparso un nuovo graffito colorato. Una gigantesca scritta in bianco rosso e blu che dice ‘ti amo’. Sotto il graffito c’è un ‘tag’ la firma del graffitista. L’ho scoperto la mattina, il pomeriggio il graffito era scomparso grazie alla solerzia del portiere che ha ripulito il muro. E’ rimasto un alone scuro. Se lo si guarda con attenzione si può intravedere l’ombra delle lettere ‘emme’ ed ‘o’. Mi sono chiesta subito chi potesse essere la destinataria o il destinatario dell’omaggio. Il palazzo è grande e io non conosco quasi nessuno. Incrocio persone frettolose nell’androne, al massimo ci si scambia un buongiorno anche quello frettoloso. Ho provato a fare qualche domanda al portiere ma ne ho ricavato solo qualche borbottio contro il vandalo o i vandali. Poi mi sono detta e se il graffito fosse per me? Ho passato in rassegna i possibili autori ma ho desistito subito. I miei amici sono tutti quarantenni come me e non si arrampicano di notte su un muro per fare un graffito. Purtroppo o per fortuna. La cosa sarebbe finita lì se l’altra notte, complice la mia insonnia, non mi fossi affacciata alla finestra della cucina per fumare una sigaretta. E’ stato allora che l’ho visto: un ragazzo con i pantaloni larghi pieni di tasconi e due bombolette di vernice in mano. Stava lavorando ad un nuovo graffito completamente al buio. Lui non mi ha vista allora mi sono messa ad osservarlo. Lavorava velocemente alternando i due colori, ma era così buio che non riuscivo a vedere la sua opera. La mattina un nuovo graffito sfidava le ire del portiere. Un cuore spezzato rosso e giallo che poteva ricordare vagamente un lavoro di Keit Haring. Ho pensato ad una delusione d’amore, forse di un romanista impenitente. Siccome quel giorno era sabato il graffito è durato tutto il week end. Lo hanno cancellato solo lunedì mattina. Mi sono affacciata altre volte ma il ragazzo con i pantaloni larghi non l’ho più visto. Chissà forse ha trovato altri muri per scrivere dei suoi amori.

1 commento:

  1. ciao Antonella, la situazione descritta in questo tuo post potrebbe essere una fonte per un tuo prossimo racconto. Potrebbe essere un'idea.


    ciaoo

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