Oggi pomeriggio ho visto Marco Mushroom (linkato qui a fianco) abbiamo rivisto il suo nuovo romanzo prima di presentarlo ad un editore. E' stato divertente, mettermi nella pelle di un'altra persona che scrive. E' un romanzo fantasy, c'è perfino un drago volante dalle ali piumate. Sono curiosa di arrivare al finale. Venerdì prossimo leggeremo il resto. Marco scrive molto bene e usa parole molto forbite, a volte penso che come scrittore sia più maturo di me. Io sono in piena crisi creativa. Ho un mucchio di tempo libero -come sanno i lettori del blog sono rimasta disoccupata - ma non riesco più a scrivere. Navigo su internet e ascolto la radio e poco altro (a parte cercare lavoro, ma quello è un altro capitolo della storia). Insomma non riesco a buttare giù un rigo l'ultima fatica è il post sui graffiti che nella mia intenzione doveva diventare un racconto (vero). Doveva, perché ho scritto 20 righe e lì mi sono fermata. Invidio la vena creativa inarrestabile di Marco, lui ha il mio problema opposto ha troppo poco tempo per scrivere perchè è impegnato con l'università. Eppure conosco tutte le tecniche per scrivere una storia ma la storia in questo momento non mi viene. Ho anche un paio di proposte di pubblicazione su siti internet, ma effettivamente non saprei cosa presentare. Passerà. Nel mio computer ci sono due racconti lasciati a metà da mesi, non riesco a trovare un finale. Uno parla di un vampiro, molto smart per essere un vampiro, che si aggira per Roma, Trastevere di notte, la stazione Tiburtina, luoghi che in qualche modo mi appartengono. Quando facevo le rassegne stampa per Rainews24 a volte andavo alla stazione Tiburtina di notte all'edicola se mi serviva qualche giornale (come ad esempio la notte che è morto Woytila, cercavo l'Osservatore Romano listato a lutto). E' sempre un posto squallido e a quell'ora è un dormitorio per clochard. Tutti allineati nei sacchi a pelo sotto la tettoia della stazione. Molto triste. Ad una cert'ora la stazione chiude e loro restano fuori anche quando fa freddissimo. Il mio vampiro si aggira tra i clochard a volte ne morde qualcuno per dissetarsi. Loro non se ne accorgono nemmeno, troppo ubriachi o addormentati. Altre volte il vampiro compra sottobanco delle sacche di plasma da un infermiere dell'Umberto I. Vive così, senza troppe illusioni sino a quando una sera, dalle parti di via Goito, conosce una puttana. Una ragazza che probabilmente si prostituisce per bisogno e che accetta di lasciarsi mordere sul collo. La ragazza ha vari nomi nelle diverse versioni del racconto salvate sul mio PC. A volte si chiama Alisha a volte Alina o Amina. Amina era un personaggio poco conosciuto delle Mille e una Notte, un lemure che si nutriva di cadaveri. Alisha o Alina vive in uno di quegli alberghetti tra via Goito e la stazione Termini. In una versione del racconto muore uccisa misteriosamente e il vampiro indaga sulla sua morte senza arrivare per ora a nulla di fatto, in un'altra versione nasce una strana storia d'amore tra i due. Vedremo quale delle storie avrà un seguito. per ora buoio completo penso che come al solito alla fine mi lascerò guidare dai personaggi. Se un personaggio è ben delineato ha una sua coerenza che lo porta necessariamente da qualche parte. In un certo senso vive di vita propria e l'autore lo asseconda.
Sono le venti e venticinque, tra un pò andrò a prendere la mia amica Caterina e ci andremo a prendere una birra al nostro pub a via Germanico. Io veramente devo anche cenare, ultimamente non mi va neppure di cucinare. Il mio frigo contiene al momento una scatola di mais e due lattine di Pepsi light e basta. Forse sono depressa e nemmeno me ne accorgo certo la notizia del lavoro mi ha buttata parecchio giù. Ho risposto ad una ventina di annunci di lavoro ma per ora mi hanno fissato un solo colloquio martedì prossimo. Sono stata convocata a Frascati e mi sa tanto che il colloquio è una sola, come si dice a Roma. Un'impressione? Vedremo. Comunque per ora ho deciso che andrò a Frascati, butterò via un po' di tempo e di benzina al massimo mi fermerò a pranzo in qualche fraschetta, adoro la porchetta - il vino dei Castelli mi piace meno - meglio una Peroni ghiacciata.