venerdì 30 marzo 2007

Giovedì 29 marzo 2007

Oggetti sul mio tavolo: Dizionario Garzanti della lingua Italiana, edizione 1988 (è un ricordo del liceo), Dizionario d'Inglese Zanichelli (Ragazzini 2004), Dizionario d'inglese Hazon Garzanti (in fondo faccio la traduttrice!), Agende del 2005 e del 2006 in pelle nera; telecomandi del lettore DVD e del televisore, Porta Portese di martedì tutto scompaginato; catalogo delle edizioni Magenes lo uso come sottobicchiere quando bevo qualcosa al tavolo per non sporcare la superficie di betulla chiara (Ikea); adesivo della festa di Rifondazione Comunista 2006 (non ricordo come sia arrivato qui); forbicine da unghie; un accendino lilla; una penna Staedler nera; un pacchetto di camel blu con cinque sigarette; accendino bic bluette; lettore floppy disk per il portatile; bombola di aria compressa per pulire la tastiera del computer; lettera invito ai seminari sulla costituzione organizzati da Nessuno TV, volantino di Giulio Perrone editore (ha pubblicato un mio racconto); CD ROM con il dizionario d'inglese Ragazzini; CD ROM che mi hanno dato al lavoro con un corso sulla protezione dei dati sensibili; pennarello rosa; un foglietto con l'e-mail di un tizio che ho conosciuto alla presentazione di un libro a cui non ho mai scritto su cui ho appuntato altri numeri di cell; fermacarte d'argento con una piccola rosa che mi ha regalato il medico cui facevo da segretaria durante gli anni di università; pen driver che mi ha regalato mio padre; lente di ingrandimento rettangolare, mi serve per esaminare i dettagli delle foto dei quadri sui miei pochi libri d'arte; accendino lilla con un gatto che assomiglia al nuovo gatto di mia madre; fattura Italgas del 4 dicembre 2006; floppy disk con un racconto di Marco, cellophane che avvolgeva Porta Portese, cenere e ahimè polvere. Dimenticavo: Notebook Asus, modem USB e relativi cavi.


 

martedì 27 marzo 2007

Lunedì - 1

Ho fatto un giretto su vari blog e ho scoperto che è uscito in libreria il nuovo romanzo di Wu Ming, Manituana penso che lo comprerò. Mesi fa ho visitato il sito del libro ma non mi ricordo l'indirizzo, cercatevelo su Google. Poi ho cercato degli indirizzi sulle pagine gialle on line, un negozio di elettrodomestici in zona (ebbene si devo comprare i sacchetti per l'aspirapolvere il mio Mulinex si è bloccato ingorgato da troppa 'tzella' domenica pomeriggio mentre pulivo il soggiorno) ho anche cercato i numeri di telefono di una serie di negozi di giochi che conosco, sto cercando un gioco da tavolo da regalare a L e P per il tredicesimo compleanno del nostro pub (grande evento e grande festa venerdì 30 con birra in botte non filtrata senza conservanti e altre schifezze chimiche, il link lo trovate qui a fianco). Poi ho letto l'intervista a Wu Ming su Lipperatura e ho risposto ad un paio di e-mail. Ho scritto a Marco Mushroom e l'ho invitato venerdì al pub. Mi ha risposto in diretta, mi viene a citofonare venerdì alle 20. Poi ho guardato qualche blog tra quelli linkati sui vari siti. Mi accorgo che ho iniziato le mie frasi con un poi credo che non sia corretto, ma va bene così. Adesso vado a dormire accompagnata da Radio Rock sino a mezzanotte. Good night.

venerdì 23 marzo 2007

Venerdì - 1

Rimando ad un'altra volta il racconto promesso, non ho voglia di cercarlo nella cartella documenti di Windows. Sono stanca e depressa. Ho appena sostenuto il colloquio di lavoro. L'esaminatore aveva un pila di curriculum sul tavolo. Sò che non mi chiameranno mai. Aiutooooooooooooooooooooooo. Stasera vedo MM così mi aggiorna sulle ultime novità. Lui beato riesce anche a scrivere io sono in crisi nera. Mi manca l'ispirazione forse è vero che sono depressa e ingrassata. Ho comprato dieci lattine di Pepsi light fa schifo ma almeno non fa ingrassare bevo quella e aspetto. Aspetto una telefonata risolutiva per il lavoro, aspetto un autobus per andare a Monteverde a cena dai miei non ho più neppure voglia di cucinare.

martedì 20 marzo 2007

anteprima

A partire dalla prossima volta pubblicherò sul blog il primo racconto che ho pubblicato nell'antologia Noir No War, lo pubblico perché il libro è esaurito in libreria e mi sembra giusto così. Il racconto si intitola Ahmed e Safir.

Lunedì di pioggia

Finalmente è arrivata la pioggia con un pò di freddo. Quest'anno l'inverno non si era proprio visto ed ora eccone una tardiva coda. Oggi pomeriggio ho preso un autobus dai vetri appannati e rigati di pioggia e sono andata a trovare i miei a Monteverde. Ho trovato una cena deliziosa e mio padre incazzato perché non gli funzionava internet, così tornata a casa ho scaricato la sua posta dal mio computer, gliela porterò domani. Oggi pomeriggio ho anche lavorato. Oramai lavoro un pomeriggio a settimana se tutto va bene. Che depressione!!!!!!! penso che passerò questi pomeriggi di pioggia in qualche cinema, voglio vedere 'guida per riconoscere i miei santi' e altri film. La pioggia mi piace, mi piacciono il vapore acqueo che stilla dagli ombrelli bagnati nell'autobus affollato e il colore dei cielo.  Adoro sentirla cadere quando sono a letto al caldo ma non mi dispiace affrontarla per strada anche se ovviamente non riesco mai a finire la sigaretta, si bagna prima. A volte penso che il mio umore di questi giorni sia un po' autunnale e che ben si adatti a questo clima. Domattina dovrei andare a Frascati per un colloquio di lavoro un altro mi è stato fissato venerdì (addio pomeriggio con M.M.) ho qualche speranza, Certo sarà difficile trovare un lavoro vero, di quelli che 'ti svoltano la vita' ma comunque sono dei passi. Sono più ottimista di ieri e spero meno di domani.  Devo dire che ho trovato parecchia solidarietà e ho anche ricevuto qualche offerta di aiuto. Sempre gradita. Chiudo questo post con una richiesta di aiuto, vorrei pubblicare sul blog la foto del gatto dei miei chi mi spiega come si fa? grazie.

venerdì 16 marzo 2007

venerdì

Oggi pomeriggio ho visto Marco Mushroom (linkato qui a fianco) abbiamo rivisto il suo nuovo romanzo prima di presentarlo ad un editore. E' stato divertente, mettermi nella pelle di un'altra persona che scrive. E' un romanzo fantasy, c'è perfino un drago volante dalle ali piumate. Sono curiosa di arrivare al finale. Venerdì prossimo leggeremo il resto. Marco scrive molto bene e usa parole molto forbite, a volte penso che come scrittore sia più maturo di me. Io sono in piena crisi creativa. Ho un mucchio di tempo libero -come sanno i lettori del blog sono rimasta disoccupata - ma non riesco più a scrivere. Navigo su internet e ascolto la radio e poco altro (a parte cercare lavoro, ma quello è un altro capitolo della storia). Insomma non riesco a buttare giù un rigo l'ultima fatica è il post sui graffiti che nella mia intenzione doveva diventare un racconto (vero). Doveva, perché ho scritto 20 righe e lì mi sono fermata. Invidio la vena creativa inarrestabile di Marco, lui ha il mio problema opposto ha troppo poco tempo per scrivere perchè è impegnato con l'università.  Eppure conosco tutte le tecniche per scrivere una storia ma la storia in questo momento non mi viene. Ho anche un paio di proposte di pubblicazione su siti internet, ma effettivamente non saprei cosa presentare. Passerà. Nel mio computer ci sono due racconti lasciati a metà da mesi, non riesco a trovare un finale. Uno parla di un vampiro, molto smart per essere un vampiro, che si aggira per Roma, Trastevere di notte, la stazione Tiburtina, luoghi che in qualche modo mi appartengono.  Quando facevo le rassegne stampa per Rainews24 a volte andavo alla stazione Tiburtina di notte all'edicola se mi serviva qualche giornale (come ad esempio la notte che è morto Woytila, cercavo l'Osservatore Romano listato a lutto). E' sempre un posto squallido e a quell'ora è un dormitorio per clochard. Tutti allineati nei sacchi a pelo sotto la tettoia della stazione. Molto triste. Ad una cert'ora la stazione chiude e loro restano fuori anche quando fa freddissimo. Il mio vampiro si aggira tra i  clochard a volte ne morde qualcuno per dissetarsi. Loro non se ne accorgono nemmeno, troppo ubriachi o addormentati. Altre volte il vampiro compra sottobanco delle sacche di plasma da un infermiere dell'Umberto I. Vive così, senza troppe illusioni sino a quando una sera, dalle parti di via Goito, conosce una puttana. Una ragazza che probabilmente si prostituisce per bisogno e che accetta di lasciarsi mordere sul collo. La ragazza ha vari nomi nelle diverse versioni del racconto salvate sul mio PC. A volte si chiama Alisha a volte Alina o Amina. Amina era un personaggio poco conosciuto delle Mille e una Notte, un lemure che si nutriva di cadaveri. Alisha o Alina vive in uno di quegli alberghetti tra via Goito e la stazione Termini. In una versione del racconto muore uccisa misteriosamente e il vampiro indaga sulla sua morte senza arrivare per ora a nulla di fatto, in un'altra versione nasce una strana storia d'amore tra i due. Vedremo quale delle storie avrà un seguito. per ora buoio completo penso che come al solito alla fine mi lascerò guidare dai personaggi. Se un personaggio è ben delineato ha una sua coerenza che lo porta necessariamente da qualche parte. In un certo senso vive di vita propria e l'autore lo asseconda.


Sono le venti e venticinque, tra un pò  andrò a prendere la mia amica Caterina e ci andremo a prendere una birra al nostro pub a via Germanico. Io veramente devo anche cenare, ultimamente non mi va neppure di cucinare. Il mio frigo contiene al momento una scatola di mais e due lattine di Pepsi light e basta. Forse sono depressa e nemmeno me ne accorgo certo la notizia del lavoro mi ha buttata parecchio giù. Ho risposto ad una ventina di annunci di lavoro ma per ora mi hanno fissato un solo colloquio martedì prossimo. Sono stata convocata a Frascati e mi sa tanto che il colloquio è una sola, come si dice a Roma. Un'impressione? Vedremo. Comunque per ora ho deciso che andrò a Frascati, butterò via un po' di tempo e di benzina al massimo mi fermerò a pranzo in qualche fraschetta, adoro la porchetta - il vino dei Castelli mi piace meno - meglio una Peroni ghiacciata.


 

lunedì 12 marzo 2007

Segnalazioni

Vi segnalo che l'amico Marco Mushroom ha iniziato una serie di belle interviste ad artisti e scrittori sul suo blog (il link lo trovate qui a fianco) oggi è toccato a Gaspare Bitetto poeta e pittore. Veramente il blog di Marco ha anche ospitato una mia intervista, la cosa devo dire mi ha fatto molto piacere. Ricambierò la sua cortesia prestissimo.

martedì 6 marzo 2007

Intrigo a Berlino

E' iniziata un'altra settimana, nessun nuovo graffito sulla facciata del palazzo, nessuna novità sul fronte del lavoro. Domenica ho visto un bel film, Intrigo a Berlino, di Steven Sodenbergh con George Cloney e Kate Blanchet. Mi hanno detto che è il remake di un film famoso se ricordo bene con Ingrid Bergman, peccato non averlo visto. E' una storia ambientata a Berlino nel 1945 dopo l'arrivo degli americani e dei russi. E' un film cupo notturno ambientato tra gli edifici in rovina della città. George Cloney è un giornalista in divisa che torna a Berlino per seguire la conferenza di Potsdam e ritrova qui la sue ex amante che ora di prostituisce protetta da un giovane militare americano che presto finisce ucciso misteriosamente. Da questa vicenda si snoda un intrico abbastanza complicato che vede coinvolti ebrei ed ex nazisti sino ad un finale amarognolo ambientato in un aeroporto di notte sotto la pioggia che potrebbe ricordare il finale di Casablanca. Il film +è girato come un film anni 40, in un bianco e nero torvo con molti primi piani e con una colonna sonora che ricorda le musiche dei film di quegli anni. Probabilmente il film è più esplicito nel linguaggio parlato e forse più violento di un film anni '40. Insomma il film mi è piaciuto soprattutto per la sua atmosfera retrò e perchè parla di fatti oramai dimenticati. Unico appunto quale è il senso di un'operazione del genere da parte di uno sperimentatore come Sodemberg?

venerdì 2 marzo 2007

Graffiti

Ieri sul muro accanto alla mia finestra è apparso un nuovo graffito colorato. Una gigantesca scritta in bianco rosso e blu che dice ‘ti amo’. Sotto il graffito c’è un ‘tag’ la firma del graffitista. L’ho scoperto la mattina, il pomeriggio il graffito era scomparso grazie alla solerzia del portiere che ha ripulito il muro. E’ rimasto un alone scuro. Se lo si guarda con attenzione si può intravedere l’ombra delle lettere ‘emme’ ed ‘o’. Mi sono chiesta subito chi potesse essere la destinataria o il destinatario dell’omaggio. Il palazzo è grande e io non conosco quasi nessuno. Incrocio persone frettolose nell’androne, al massimo ci si scambia un buongiorno anche quello frettoloso. Ho provato a fare qualche domanda al portiere ma ne ho ricavato solo qualche borbottio contro il vandalo o i vandali. Poi mi sono detta e se il graffito fosse per me? Ho passato in rassegna i possibili autori ma ho desistito subito. I miei amici sono tutti quarantenni come me e non si arrampicano di notte su un muro per fare un graffito. Purtroppo o per fortuna. La cosa sarebbe finita lì se l’altra notte, complice la mia insonnia, non mi fossi affacciata alla finestra della cucina per fumare una sigaretta. E’ stato allora che l’ho visto: un ragazzo con i pantaloni larghi pieni di tasconi e due bombolette di vernice in mano. Stava lavorando ad un nuovo graffito completamente al buio. Lui non mi ha vista allora mi sono messa ad osservarlo. Lavorava velocemente alternando i due colori, ma era così buio che non riuscivo a vedere la sua opera. La mattina un nuovo graffito sfidava le ire del portiere. Un cuore spezzato rosso e giallo che poteva ricordare vagamente un lavoro di Keit Haring. Ho pensato ad una delusione d’amore, forse di un romanista impenitente. Siccome quel giorno era sabato il graffito è durato tutto il week end. Lo hanno cancellato solo lunedì mattina. Mi sono affacciata altre volte ma il ragazzo con i pantaloni larghi non l’ho più visto. Chissà forse ha trovato altri muri per scrivere dei suoi amori.

giovedì 1 marzo 2007

sfogo personale

Da oggi al domani ho perso il lavoro, un appalto non rinnovato alla mia società e addio notizie addio traduzioni. Sono praticamente per strada. Ho due mesi di stipendio pagato e devo affrettarmi a trovare un altro lavoro. Avete qualche idea in proposito, so tradurre, so scrivere, so fare mille cose ma poi in definitiva? Tra 5 mesi compio quarantanni. Ho ricevuto ovviamente offerte di aiuto da parenti e amici, anche se il maledetto lavoro non venisse fuori entro due mesi non finirei in mezzo alla strada, ma per il futuro? Mi sento una vittima della new economy, dei contratti a progetto o di collaborazione, che non ti garantiscono, mi sento una vittima della maledetta legge del povero Marco Biagi. Cosa farò nei prossimi giorni,?da ieri spulcio giornali e mando curriculum cercando, per ora , di riciclarmi come un'improbabilissima segretaria. Ho stampato un pacco di curriculum e per ora ho provato a distribuirli ad un'agenzia di stampa americana (ma loro non usano traduttori, mi hanno detto), ad un canale televisivo che ha uno studio dietro casa mia alle tre agenzie di lavoro interinale su via Ostiense. Poi sono andata su Google, ho scritto 'lavora con noi' nel motore di ricerca e ho spulciato offerte e mandato curriculum, ho fatto la grandiosa ho mandato la mia candidatura al World Food Program e all'ENI, non mi chiameranno mai!!!!!!!!!!!!!!!!!! poi mi sono rilassata e ho fatto le pulizie di casa -sempre utili - ma poi? Domani metto un annuncio su Porta Portese per lezioni di lingua e traduzioni.  E mi dico fortunata che ho 'solo' quasi quarant'anni anche se per cercare lavoro sono già troppi.  troverò un altro lavoro prima o poi, tra un paio d'anni lo perderò e così via ma cosa mi accadrà quando sarò troppo vecchia per rimettermi in gioco? Non voglio pensarci anche se dovrò farlo prima o poi.  Oddio ho scritto più di dieci righe di sfogo personale sono messa malino!!!!!!! stasera vedo le ragazze del corso di scrittura creativa forse mi tireranno un po' su. Comunque ho un'idea per un racconto, lo pubblichero' sul blog a breve.