giovedì 22 febbraio 2007
Questionario di Proust - 1
Questionario di Proust
Questo è il celebre questionario di Proust, volete provare a rispondere? Mandatemi una mail con l'autorizzazione a pubblicarlo sul blog.
La cosa che mi piace di più di me stesso/a: | |
La cosa che più detesto di me stesso/a: | |
Quello che mi fa piacere un uomo: | |
Quello che mi fa piacere una donna: | |
Cosa ci vuole per diventarmi amico: | |
La volta che sono stato/a più felice: | |
La volta che sono stato/a più infelice: | |
In che cosa mi trasformerei, se avessi la bacchetta magica? | I |
Cosa sognavo di fare da grande? | |
L'errore che non rifarei: | |
La persona di cui sono segretamente ma follemente innamorato/a: | |
La persona che invidio di più: | |
La persona che ammiro di più: | |
La persona che ringrazio Dio di non essere: | |
Tre libri da portare sull'isola deserta: | |
Il libro che dovrebbe avere un seguito: | |
Il rosso o il nero? | |
Il capriccio che non mi sono mai tolto/a: | |
L'ultima volta che ho perso la calma: | |
Chi vorrei fosse il mio angelo custode? | |
La volta che mi sono sentito fiero/a di essere italiano/a: | |
La volta che mi sono vergognato/a di essere italiano/a: | |
Cosa farei per sostenere ciò in cui credo? | |
Come vorrei morire? |
sabato 17 febbraio 2007
sabato
mercoledì 14 febbraio 2007
L'aria salata
ieri pomeriggio sono andata al cinema ma non mi sono addormentata sulla poltrona. Ho visto un bel film'l'aria salata. Il nome del regista veramente non me lo ricordo. E' un film italiano parla di un educatore penitenziario e del suo rapporto con il padre un anziano detenuto. Non rivelo il finale comunque tragico. Un bel film dicevo, l'ambientazione carceraria è credibile e gli attori sono tutti molto bravi. Nel foyer del cinema sacher a Trastevere c'è una piccola libreria, mi sono comprata due libri. Ho scelto due noir italiani uno di Massimo Carlotto l'altro di G. De Cataldo, l'autore di Romanzo Criminale.
lunedì 12 febbraio 2007
Lunedì
Ho passato domenica e la notte tra domenica e lunedi sino alle due del pomeriggio del lunedì stesso a tradurre dall'inglese un contratto urgentissimo di cui non mi poteva fregare di meno. Non ho ancora sonno, penso che oggi pomeriggio me ne andrò al cinema, rigorosamente da sola, per addormentarmi alla fine del primo tempo con un bicchiere di pop corn in mano.
martedì 6 febbraio 2007
giornata di pioggia
lunedì 5 febbraio 2007
Van Dyne
Romanzo poliziesco
1. Il lettore deve avere le stesse possibilità del poliziotto di risolvere il mistero. Tutti gli indizi e le tracce debbono essere chiaramente elencati e descritti.
2. Non devono essere esercitati sul lettore altri sotterfugi e inganni oltre quelli che legittimamente il criminale mette in opera contro lo stesso investigatore.
3. Non ci deve essere una storia d'amore troppo interessante. Lo scopo è di condurre un criminale davanti alla Giustizia, non due innamorati all'altare.
4. Né l'investigatore né alcun altro dei poliziotti ufficiali deve mai risultare colpevole. Questo non è buon gioco: è come offrire a qualcuno un soldone lucido per un marengo; èuna falsa testimonianza.
5. Il colpevole deve essere scoperto attraverso logiche deduzioni: non per caso, o coincidenza, o non motivata confessione. Risolvere un problema criminale a codesto modo è come spedire determinatamente il lettore sopra una falsa traccia, per dirgli poi che tenevate nascosto voi in una manica l'oggetto delle ricerche. Un autore che si comporti così è un semplice burlone di cattivo gusto.
6. In un romanzo poliziesco ci deve essere un poliziotto, e un poliziotto non è tale se non indaga e deduce. Il suo compito è quello di riunire gli indizi che possono condurre alla cattura di chi è colpevole del misfatto commesso nel capitolo I. Se il poliziotto non raggiunge il suo scopo attraverso un simile lavorìo non ha risolto veramente il problema, come non lo ha risolto lo scolaro che va a copiare nel testo di matematica il risultato finale del problema.
7. Ci deve essere almeno un morto in un romanzo poliziesco e più il morto è morto, meglio è. Nessun delitto minore dell'assassinio è sufficiente. Trecento pagine sono troppe per una colpa minore. Il dispendio di energie del lettore dev'essere remunerato!
8. Il problema del delitto deve essere risolto con metodi strettamente naturalistici. Apprendere la verità per mezzo di scritture medianiche, sedute spiritiche, la lettura del pensiero, suggestione e magie, è assolutamente proibito. Un lettore può gareggiare con un poliziotto che ricorre a metodi razionali: se deve competere anche con il mondo degli spiriti e con la metafisica, è battuto "ab initio".
9. Ci deve essere nel romanzo un poliziotto, un solo "deduttore", un solo "deus ex machina". Mettere in scena tre, quattro, o addirittura una banda di segugi per risolvere il problema significa non soltanto disperdere l'interesse, spezzare il filo della logica, ma anche attribuirsi un antipatico vantaggio sul lettore. Se c'è più di un poliziotto il lettore non sa più con chi stia gareggiando: sarebbe come farlo partecipare da solo a una corsa contro una staffetta.
10. Il colpevole deve essere una persona che ha avuto una parte più o meno importante nella storia, una persona, cioè, che sia divenuta familiare al lettore, e lo abbia interessato.
11. I servitori non devono essere, in genere, scelti come colpevoli: si prestano a soluzioni troppo facili. Il colpevole deve essere decisamente una persona di fiducia, uno di cui non si dovrebbe mai sospettare.
12. Ci deve essere un colpevole e uno soltanto, qualunque sia il numero dei delitti commessi. Il colpevole può aver naturalmente qualche complice o aiutante minore: ma l'intera responsabilità e l'intera indignazione del lettore devono gravare sopra un unico capro espiatorio.
13. Società segrete associazioni a delinquere "et similia" non trovano posto in un vero romanzo poliziesco. Un delitto interessante è irrimediabilmente sciupato da una colpa collegiale. Certo anche al colpevole deve essere concessa una "chance": ma accordargli addirittura una società segreta è troppo. Nessun delinquente di classe accetterebbe.
14. I metodi del delinquente e i sistemi di indagine devono essere razionali e scientifici. Vanno cioè senz'altro escluse la pseudo-scienza e le astuzie puramente fantastiche, alla maniera di Giulio Verne. Quando un autore ricorre a simili metodi può considerarsi evaso, dai limiti del romanzo poliziesco, negli incontrollati domini del romanzo d'avventure.
15. La soluzione del problema deve essere sempre evidente, ammesso che vi sia un lettore sufficientemente astuto per vederla subito. Se il lettore, dopo aver raggiunto il capitolo finale e la spiegazione, ripercorre il libro a ritroso, deve constatare che in un certo senso la soluzione stava davanti ai suoi occhi fin dall'inizio, che tutti gli indizi designavano il colpevole e che, s'egli fosse stato acuto come il poliziotto, avrebbe potuto risolvere il mistero da sé, senza leggere il libro sino alla fine. Il che - inutile dirlo - capita spesso al lettore ricco d'istruzione.
16. Un romanzo poliziesco non deve contenere descrizioni troppo diffuse, pezzi di bravura letteraria, analisi psicologiche troppo insistenti, presentazioni di "atmosfera": tutte cose che non hanno vitale importanza in un romanzo di indagine poliziesca. Esse rallentano l'azione, distraggono dallo scopo principale che è: porre un problema, analizzarlo, condurlo a una conclusione positiva. Si capisce che ci deve essere quel tanto di descrizione e di studio di carattere che è necessario per dar verosimiglianza alla narrazione.
17. Un delinquente di professione non deve mai essere preso come colpevole in un romanzo poliziesco. I delitti dei banditi riguardano la polizia, non gli scrittori e i brillanti investigatori dilettanti. Un delitto veramente affascinante non può essere commesso che da un personaggio molto pio, o da una zitellona nota per le sue opere di beneficenza.
18. Il delitto, in un romanzo poliziesco, non deve mai essere avvenuto per accidente: né deve scoprirsi che si tratta di suicidio. Terminare una odissea di indagini con una soluzione così irrisoria significa truffare bellamente il fiducioso e gentile lettore.
19. I delitti nei romanzi polizieschi devono essere provocati da motivi puramente personali. Congiure internazionali ecc. appartengono a un altro genere narrativo. Una storia poliziesca deve riflettere le esperienze quotidiane del lettore, costituisce una valvola di sicurezza delle sue stesse emozioni.
20. Ed ecco infine, per concludere degnamente questo "credo", una serie di espedienti che nessuno scrittore poliziesco che si rispetti vorrà più impiegare; perché già troppo usati e ormai familiari a ogni amatore di libri polizieschi. Valersene ancora è come confessare inettitudine e mancanza di originalità:
a) scoprire il colpevole grazie al confronto di un mozzicone di sigaretta lasciata sul luogo del delitto con le sigarette fumate da uno dei sospettati;
b) il trucco della seduta spiritica contraffatta che atterrisca il colpevole e lo induce a tradirsi;
c) impronte digitali falsificate;
d) alibi creato grazie a un fantoccio;
e) cane che non abbaia e quindi rivela il fatto che il colpevole è uno della famiglia;
f) il colpevole è un gemello, oppure un parente sosia di una persona sospetta, ma innocente;
g) siringhe ipodermiche e bevande soporifere;
h) delitto commesso in una stanza chiusa, dopo che la polizia vi ha già fatto il suo ingresso;
i) associazioni di parole che rivelano la colpa;
l) alfabeti convenzionali che il poliziotto decifra.
Il questionario di Proust di Gourd
La cosa che mi piace di più di me stesso/a: | Un consistente bagaglio di pregiudizi |
La cosa che più detesto di me stesso/a: | La lentezza |
Quello che mi fa piacere un uomo: | l'assenza di pudori |
Quello che mi fa piacere una donna: | l'assenza di pudori |
Cosa ci vuole per diventarmi amico: | eloquio e una taglia di piede superiore alla 24 |
La volta che sono stato/a più felice: | Quando ho tenuto in braccio mio figlio per la prima volta |
La volta che sono stato/a più infelice: | Quando ho perso mio padre |
In che cosa mi trasformerei, se avessi la bacchetta magica? | Paco De Lucia |
Cosa sognavo di fare da grande? | Il giocatore professionista di cricket |
L'errore che non rifarei: | Dare le mie generalità |
La persona di cui sono segretamente ma follemente innamorato/a: | Antonella Anzalone… e non solo |
La persona che invidio di più: | Sono due, e sono tutt'e due carissimi amici d'infanzia |
La persona che ammiro di più: | T. A. Edison |
La persona che ringrazio Dio di non essere: | Troppo presto per fare un bilancio |
Tre libri da portare sull'isola deserta: | "The Just So Stories" Rudyard Kipling, "The Flashman Papers" George MacDonald Fraser, "Suttree" Cormac McCarthy |
Il libro che dovrebbe avere un seguito: | "1984" George Orwell |
Il rosso o il nero? | Nero |
Il capriccio che non mi sono mai tolto/a: | Suzuki GSXR-750… |
L'ultima volta che ho perso la calma: | Basta poco… non amo il contraddittorio |
Chi vorrei fosse il mio angelo custode? | Un ignoto con buone intenzioni |
La volta che mi sono sentito fiero/a di essere italiano/a: | Se fossi la reincarnazione di un bersagliere direi "quella volta, a Porta Pia…" |
La volta che mi sono vergognato/a di essere italiano/a: | Berlusconi presidente del consiglio lo diamo per scontato, quindi: lo scandalo dei Tango Bonds |
Cosa farei per sostenere ciò in cui credo? | Mi guarderei bene dal ricercare il consenso a tutti i costi |
Come vorrei morire? | Senza soluzione di continuità |
sabato 3 febbraio 2007
Un nuovo link - 2
Un altro omicidio
Senza titolo 2
Il questionario di Proust di Popfil
La cosa che mi piace di più di me stesso/a: Naso | |
La cosa che più detesto di me stesso/a: Tette | |
Quello che mi fa piacere un uomo: Essere effeminato | |
Quello che mi fa piacere una donna: Distacco | |
Cosa ci vuole per diventarmi amico: Tatto | |
La volta che sono stato/a più felice: Quando ho conosciuto Deleuze | |
La volta che sono stato/a più infelice: Quando non ho saputo dire no | |
In che cosa mi trasformerei, se avessi la bacchetta magica? In una falena | I |
Cosa sognavo di fare da grande? La postina | |
L'errore che non rifarei: Nessuno | |
La persona di cui sono segretamente ma follemente innamorato/a: | |
Hannibal Lecter La persona che invidio di più: Geishe | |
La persona che ammiro di più: Antichi greci | |
La persona che ringrazio Dio di non essere: una credente | |
Tre libri da portare sull'isola deserta: La gaia scienza al di là del bene e del male la nascita della tragedia | |
Il libro che dovrebbe avere un seguito: Il processo | |
Il rosso o il Il nero? Assolutamente il nero | |
Il capriccio che non mi sono mai tolto/a: Comprarmi un paio di ali finte | |
L'ultima volta che ho perso la calma: Sabato scorso | |
Chi vorrei fosse il mio angelo custode? Dr House | |
La volta che mi sono sentito fiero/a di essere italiano/a: Mai | |
La volta che mi sono vergognato/a di essere italiano/a: Sempre | |
Cosa farei per sostenere ciò in cui credo? Nulla | |
Come vorrei morire? Vecchia suicida serena |
D
venerdì 2 febbraio 2007
Giovedì
giovedì 1 febbraio 2007
Questionari di Proust
Piano piano iniziano ad arrivare i questionari, li sto pubblicando sul sito. Il questionario di Asia è stato compilato da una lettrice del blog e questo mi fa molto piacere, Tatiana è un'amica del corso di scrittura creativa - ciao Tatiana - .Ho altri questionari ma sto aspettando che le persone che li hanno compilati mi diano l'autorizzazione a pubblicarli.
Oggi è stata una giornata tranquilla ho lavorato sino alle quattro poi ho fatto una passeggiata nel mio quartiere - Ostiense a Roma - Sono ritornata alla centrale Montemartini, la vecchia centrale elettrica di Roma che è diventata una filiale dei Musei Capitolini. La struttura della centrale è rimasta quella di una volta, un vero esempio di archeologia industriale, ma all'interno in un bell'allestimento, ospita un museo di arte romana e mostre itlineranti di arte contemporanea. Devo dire che sono rimasta veramente impressionata - lo sono ogni volta - dal vedere i macchinari della centrale, la caldaia che bruciava il carbone per muovere le turbine che producevano l'energia elettrica. La centrale è rimasta operante sino al 1965. La mostra di arte romana - statue e sarcofagi - è interessante ma secondo me il fascino del posto è dato dai macchinari d'epoca. Sono rimasta nel museo circa un'ora a vagare tra le statue e i macchinari con il naso all'insù. Il quartiere Ostiense è ricco di testimonianze di archeologia industriale basti pensare al gasometro e ai magazzini lungo via del commercio. In questa zona una volta industriale oggi fioriscono le discoteche, i ristoranti e i locali notturni. Uno strano contrasto. Il quartiere è molto vitale, soprattutto la notte nei fine settimana quando migliaia di persone vengono da queste parti per divertirsi ma ci sono anche parecchi uffici e negozi e, cosa strana, almeno cinque o sei agenzie di lavoro interinale, tutte concentrate su via Ostiense. A giorni inizierò a collaborare con il nostro giornale di quartiere, La voce dell'Ostiense, mi piacerebbe scrivere di queste trasformazioni in atto nella zona. Ho saputo che a Marzo lungo la via Ostiense inizieranno i lavori per trasformare i vecchi mercati generali di Roma nella 'città dei giovani' ,un polo multimediale che ospiterà cinema e teatri che, tra l'altro, sarà a poche centinaia di metri da casa mia. Ho visto uno dei progetti, pare che costruiranno una torre abbastanza alta all'interno del recinto dei vecchi mercati che risalgono al primo novecento, Tra qualche anno questo quartiere avrà una fisionomia completamente nuova e io inevitabilemente assisterò alla sua trasformazione. Ci saranno certo dei problemi - prevedo che parcheggiare sarà sempre più difficile - ma è una sfida entusiasmante.
Questionario di Proust di Tatiana
La cosa che mi piace di più di me stessa: I capelli La cosa che più detesto di me stesso/a: Il carattere |
Quello che mi fa piacere un uomo: la simpatia |
Quello che mi fa piacere una donna: Il sorriso |
Cosa ci vuole per diventarmi amico: pazienza |
La volta che sono stato/a più felice: La prima volta che Fabio mi ha detto: "Ti adoro!" |
La volta che sono stato/a più infelice: Quando mio nonno se n’è andato |
In che cosa mi trasformerei, se avessi la bacchetta magica? In un delfino. |
Cosa sognavo di fare da grande? La maestra |
L'errore che non rifarei: Se tornassi indiestro chiarirei alcune situazioni |
La persona di cui sono segretamente ma follemente innamorato/a: Jack Nicholson (ehm... non troppo segretamente) |
La persona che invidio di più: Paris Hilton |
La persona che ammiro di più: ovvio! mio babbo! |
La persona che ringrazio Dio di non essere: Silvio Berlusconi |
Tre libri da portare sull'isola deserta: Il Signore degli anelli (ma vale già per tre L) |
Il libro che dovrebbe avere un seguito: "L'ora delle streghe" |
Il rosso o il nero? nero |
Il capriccio che non mi sono mai tolto/a: prendere a schiaffi una persona antipatica |
L'ultima volta che ho perso la calma: Non me lo ricordo, mi capita raramente! |
Chi vorrei fosse il mio angelo custode? Jim Carrey...che mi fa troppo ridere |
La volta che mi sono sentito fiero/a di essere italiano/a: quando leggo un libro di storia! |
La volta che mi sono vergognato/a di essere italiano/a: ogni volta che vado all'estero! |
Cosa farei per sostenere ciò in cui credo? tanti sacrifici |
Come vorrei morire? infarto nel sonno, credo... |
Questionario di Proust di Asia
La cosa che più detesto di me stesso: sono troppo cocciuta e voglio sempre avere ragione
Quello che mi fa piacere un uomo: uno che sappia farmi perdere la testa, non c'è un tipo particolare, mi piacciono uomini fisicamente e caratterialmente diversissimi tra loro. A volte mi colpisce lo sguardo, altre volte la voce altre volte ancora l'odore... è una cosa che sento "a pelle"
Quello che mi fa piacere una donna: mi piacciono le donne concrete, senza tanti grilli per la testa e quelle non troppo permalose
Cosa ci vuole per diventarmi amico: sincerità e un po' di pazienza quando sono nei momenti isterici (non capita spesso ma ogni tanto succede).. poi contraccambio
La volta che sono stato più felice: quando mi sono sentita chiamare 'mamma' per la prima volta e quando ho capito che anche lui mi amava
La volta che sono stato più infelice: non me lo ricordo
In che cosa mi trasformerei, se avessi la bacchetta magica: bella domanda