giovedì 22 febbraio 2007

Questionario di Proust - 1

Mandatemi le vostre risposte al questionario di Proust le pubblicherò sul blog. Il questionario non è un test psicologico o quant'altro è solo un gioco e un'occasione per fare quattro chiacchere.

Questionario di Proust

Questo è il celebre questionario di Proust, volete provare a rispondere? Mandatemi una mail con l'autorizzazione a pubblicarlo sul blog.







































































































La cosa che mi piace di più di me stesso/a:


 


La cosa che più detesto di me stesso/a:


 


Quello che mi fa piacere un uomo:


 


Quello che mi fa piacere una donna:


 


Cosa ci vuole per diventarmi amico:


 


La volta che sono stato/a più felice:


 


La volta che sono stato/a più infelice:


 


In che cosa mi trasformerei, se avessi la bacchetta magica?


I

 


Cosa sognavo di fare da grande?


 


L'errore che non rifarei:


 


La persona di cui sono segretamente ma follemente innamorato/a:


 


La persona che invidio di più:


 


La persona che ammiro di più:


 


La persona che ringrazio Dio di non essere:


 


Tre libri da portare sull'isola deserta:


 


Il libro che dovrebbe avere un seguito:


 


Il rosso o il nero?


 


Il capriccio che non mi sono mai tolto/a:


 


L'ultima volta che ho perso la calma:


 


Chi vorrei fosse il mio angelo custode?


 


La volta che mi sono sentito fiero/a di essere italiano/a:


 


La volta che mi sono vergognato/a di essere italiano/a:


 


Cosa farei per sostenere ciò in cui credo?


 


Come vorrei morire?


 






 

 

 


 

sabato 17 febbraio 2007

sabato

Finalmente sabato? e invece mi è toccato lavorare sino alle nove. Ho tradotto un mare di notizie una in particolare mi è piaciuta. La manifestazione di Vicenza che secondo le cassandre avrebbe potuto portare chissà quali disordini è stata un grande evento pacifico e di pace. Come dovevasi dimostrare. Archiviata anche questa giornata mi ritirerò a leggere in santa pace 'la verità del'alligatore' di Massimo Carlotto. Ieri ho finito l'altro romanzo noir, 'nero come il cuore di G. De cataldo. Devo dire un bel noir ambientato in una Roma ben descritta agli inizi del 2000 o alla fine degli anni '90.  Racconta di un giovane avvocato, Valentino Bruio che fa un'indagine sulla morte di un uomo di colore che lo porterà negli ambienti dell'alta borghesia romana sino ad un imprevedibile finale.

mercoledì 14 febbraio 2007

L'aria salata

ieri pomeriggio sono andata al cinema ma non mi sono addormentata sulla poltrona. Ho visto un bel film'l'aria salata. Il nome del regista veramente non me lo ricordo. E' un film italiano parla di un educatore penitenziario e del suo rapporto con il padre un anziano detenuto. Non rivelo il finale comunque tragico. Un bel film dicevo, l'ambientazione carceraria è credibile e gli attori sono tutti molto bravi. Nel foyer del cinema sacher a Trastevere c'è una piccola libreria, mi sono comprata due libri. Ho scelto due noir italiani uno di Massimo Carlotto l'altro di G. De Cataldo, l'autore di Romanzo Criminale.

lunedì 12 febbraio 2007

Lunedì

Ho passato domenica e la notte tra domenica e lunedi sino alle due del pomeriggio del lunedì stesso a tradurre dall'inglese un contratto urgentissimo di cui non mi poteva fregare di meno. Non ho ancora sonno, penso che oggi pomeriggio me ne andrò al cinema, rigorosamente da sola, per addormentarmi alla fine del primo tempo con un bicchiere di pop corn in mano.


martedì 6 febbraio 2007

giornata di pioggia

Sono tornata da poco dal lavoro. Oggi pomeriggio ho comprato ' I miei luoghi oscuri' l'autobiografia di James Ellroy, uno dei miei scrittori preferiti. Sta ancora piovendo, Sto aspettando che l'acqua della pasta bolla. Ho fame e voglia di leggere il mio libro nuovo.

lunedì 5 febbraio 2007

Van Dyne

Le regole di Van Dyne si basano sulla struttura del romanzo giallo classico, alla Agatha Christie per citare un esempio famosissimo anche se la stessa Christie le ha violate più volte ad esempio in 'delitto sull'Orient Express' gli assassini sono una pluralità di persone che si mettono d'accordo per vendicarsi su di una persona, e così via.  Comunque le regole di Van Dyne secondo me sono ancora utili magari per violarle deliberatamente come fa ad esempio Ellory che spesso mette in scena poliziotti corrotti - anzi forse la corruzione della polizia qui è quasi una regola - o imposta un romanzo su una pluralità di personaggi. Forse sarebbe bello provare a scrivere qualcosa di decente violando tutte e venti le regole.  Ho fatto implicitamente riferimento a Van Dyne in uno dei post precedenti quando notavo come nel delitto di Erba gli assassini fossero i vicini di casa. Van Dyne metteva in guardia gli autori di non incolpare nel finale i servitori. Nell'universo borghese di Van Dyne esistono ancora maggiordomi e valletti vicini alle vittime oggi esistono i vicini di casa con cui si condivide la vita condominiale.  Certo all'epoca di Van Dyne non esistevano le sofisticate tecniche di indagine usate dalla polizia contemporanea. Probabilemente Van Dyne avrebbe trovato troppo facile identificare un assassino basandosi sulle tracce di DNA rinvenute su un mozzicone di sigaretta. Van Dyne concepiva il romanzo giallo come un divertissment, un gioco di scatole cinesi. Una visione indubbiamente superata. Il romanzo giallo così come lo concepiva il nostro secondo me oggi è quasi improponibile. un autore che smonta genialmente i meccanismi del romanzo giallo tradizionale è Friedrick Durrenmatt che costruisce un romanzo intorno alla impossibilità di arrivare alla verità e alla giustizia basandosi sulle indagini poliziesche (La Promessa, requiem per il romanzo giallo, FD, Einaudi editore). 

Romanzo poliziesco

Un blogger ha letto il post precedente e mi ha scritto una mail per chiedermi come si scrive un romanzo poliziesco. Bella domanda. Intanto vale sempre la regola che bisogna iniziare a scrivere la storia partendo dal finale, conoscendo già il nome dell'assassino, il movente etc. In questo modo sarà facile costruire il romanzo o il racconto intorno al plot centrale. Spulciando su internet ho trovato le 20 regole per scrivere un romanzo poliziesco scritte da Van Dyne, un famoso giallista del passato. Le riporto qui copiate pari-pari da www.cameragialla.it dove troverete moltissime informazioni sul mondo del giallo, sono un po' lunghette e secondo me datate ma vale comunque la pena leggerle.

1. Il lettore deve avere le stesse possibilità del poliziotto di risolvere il mistero. Tutti gli indizi e le tracce debbono essere chiaramente elencati e descritti.


2. Non devono essere esercitati sul lettore altri sotterfugi e inganni oltre quelli che legittimamente il criminale mette in opera contro lo stesso investigatore.


3. Non ci deve essere una storia d'amore troppo interessante. Lo scopo è di condurre un criminale davanti alla Giustizia, non due innamorati all'altare.


4. Né l'investigatore né alcun altro dei poliziotti ufficiali deve mai risultare colpevole. Questo non è buon gioco: è come offrire a qualcuno un soldone lucido per un marengo; èuna falsa testimonianza.


5. Il colpevole deve essere scoperto attraverso logiche deduzioni: non per caso, o coincidenza, o non motivata confessione. Risolvere un problema criminale a codesto modo è come spedire determinatamente il lettore sopra una falsa traccia, per dirgli poi che tenevate nascosto voi in una manica l'oggetto delle ricerche. Un autore che si comporti così è un semplice burlone di cattivo gusto.


6. In un romanzo poliziesco ci deve essere un poliziotto, e un poliziotto non è tale se non indaga e deduce. Il suo compito è quello di riunire gli indizi che possono condurre alla cattura di chi è colpevole del misfatto commesso nel capitolo I. Se il poliziotto non raggiunge il suo scopo attraverso un simile lavorìo non ha risolto veramente il problema, come non lo ha risolto lo scolaro che va a copiare nel testo di matematica il risultato finale del problema.


7. Ci deve essere almeno un morto in un romanzo poliziesco e più il morto è morto, meglio è. Nessun delitto minore dell'assassinio è sufficiente. Trecento pagine sono troppe per una colpa minore. Il dispendio di energie del lettore dev'essere remunerato!


8. Il problema del delitto deve essere risolto con metodi strettamente naturalistici. Apprendere la verità per mezzo di scritture medianiche, sedute spiritiche, la lettura del pensiero, suggestione e magie, è assolutamente proibito. Un lettore può gareggiare con un poliziotto che ricorre a metodi razionali: se deve competere anche con il mondo degli spiriti e con la metafisica, è battuto "ab initio".


9. Ci deve essere nel romanzo un poliziotto, un solo "deduttore", un solo "deus ex machina". Mettere in scena tre, quattro, o addirittura una banda di segugi per risolvere il problema significa non soltanto disperdere l'interesse, spezzare il filo della logica, ma anche attribuirsi un antipatico vantaggio sul lettore. Se c'è più di un poliziotto il lettore non sa più con chi stia gareggiando: sarebbe come farlo partecipare da solo a una corsa contro una staffetta.


10. Il colpevole deve essere una persona che ha avuto una parte più o meno importante nella storia, una persona, cioè, che sia divenuta familiare al lettore, e lo abbia interessato.


11. I servitori non devono essere, in genere, scelti come colpevoli: si prestano a soluzioni troppo facili. Il colpevole deve essere decisamente una persona di fiducia, uno di cui non si dovrebbe mai sospettare.


12. Ci deve essere un colpevole e uno soltanto, qualunque sia il numero dei delitti commessi. Il colpevole può aver naturalmente qualche complice o aiutante minore: ma l'intera responsabilità e l'intera indignazione del lettore devono gravare sopra un unico capro espiatorio.


13. Società segrete associazioni a delinquere "et similia" non trovano posto in un vero romanzo poliziesco. Un delitto interessante è irrimediabilmente sciupato da una colpa collegiale. Certo anche al colpevole deve essere concessa una "chance": ma accordargli addirittura una società segreta è troppo. Nessun delinquente di classe accetterebbe.


14. I metodi del delinquente e i sistemi di indagine devono essere razionali e scientifici. Vanno cioè senz'altro escluse la pseudo-scienza e le astuzie puramente fantastiche, alla maniera di Giulio Verne. Quando un autore ricorre a simili metodi può considerarsi evaso, dai limiti del romanzo poliziesco, negli incontrollati domini del romanzo d'avventure.


15. La soluzione del problema deve essere sempre evidente, ammesso che vi sia un lettore sufficientemente astuto per vederla subito. Se il lettore, dopo aver raggiunto il capitolo finale e la spiegazione, ripercorre il libro a ritroso, deve constatare che in un certo senso la soluzione stava davanti ai suoi occhi fin dall'inizio, che tutti gli indizi designavano il colpevole e che, s'egli fosse stato acuto come il poliziotto, avrebbe potuto risolvere il mistero da sé, senza leggere il libro sino alla fine. Il che - inutile dirlo - capita spesso al lettore ricco d'istruzione.


16. Un romanzo poliziesco non deve contenere descrizioni troppo diffuse, pezzi di bravura letteraria, analisi psicologiche troppo insistenti, presentazioni di "atmosfera": tutte cose che non hanno vitale importanza in un romanzo di indagine poliziesca. Esse rallentano l'azione, distraggono dallo scopo principale che è: porre un problema, analizzarlo, condurlo a una conclusione positiva. Si capisce che ci deve essere quel tanto di descrizione e di studio di carattere che è necessario per dar verosimiglianza alla narrazione.


17. Un delinquente di professione non deve mai essere preso come colpevole in un romanzo poliziesco. I delitti dei banditi riguardano la polizia, non gli scrittori e i brillanti investigatori dilettanti. Un delitto veramente affascinante non può essere commesso che da un personaggio molto pio, o da una zitellona nota per le sue opere di beneficenza.


18. Il delitto, in un romanzo poliziesco, non deve mai essere avvenuto per accidente: né deve scoprirsi che si tratta di suicidio. Terminare una odissea di indagini con una soluzione così irrisoria significa truffare bellamente il fiducioso e gentile lettore.


19. I delitti nei romanzi polizieschi devono essere provocati da motivi puramente personali. Congiure internazionali ecc. appartengono a un altro genere narrativo. Una storia poliziesca deve riflettere le esperienze quotidiane del lettore, costituisce una valvola di sicurezza delle sue stesse emozioni.


20. Ed ecco infine, per concludere degnamente questo "credo", una serie di espedienti che nessuno scrittore poliziesco che si rispetti vorrà più impiegare; perché già troppo usati e ormai familiari a ogni amatore di libri polizieschi. Valersene ancora è come confessare inettitudine e mancanza di originalità:



a) scoprire il colpevole grazie al confronto di un mozzicone di sigaretta lasciata sul luogo del delitto con le sigarette fumate da uno dei sospettati;
b) il trucco della seduta spiritica contraffatta che atterrisca il colpevole e lo induce a tradirsi;
c) impronte digitali falsificate;
d) alibi creato grazie a un fantoccio;
e) cane che non abbaia e quindi rivela il fatto che il colpevole è uno della famiglia;
f) il colpevole è un gemello, oppure un parente sosia di una persona sospetta, ma innocente;
g) siringhe ipodermiche e bevande soporifere;
h) delitto commesso in una stanza chiusa, dopo che la polizia vi ha già fatto il suo ingresso;
i) associazioni di parole che rivelano la colpa;
l) alfabeti convenzionali che il poliziotto decifra.


Il questionario di Proust di Gourd






































































































La cosa che mi piace di più di me stesso/a:


Un consistente bagaglio di pregiudizi


La cosa che più detesto di me stesso/a:


La lentezza


Quello che mi fa piacere un uomo:


l'assenza di pudori


Quello che mi fa piacere una donna:


l'assenza di pudori


Cosa ci vuole per diventarmi amico:


eloquio e una taglia di piede superiore alla 24


La volta che sono stato/a più felice:


Quando ho tenuto in braccio mio figlio per la prima volta


La volta che sono stato/a più infelice:


Quando ho perso mio padre


In che cosa mi trasformerei, se avessi la bacchetta magica?


Paco De Lucia

 


Cosa sognavo di fare da grande?


Il giocatore professionista di cricket


L'errore che non rifarei:


Dare le mie generalità


La persona di cui sono segretamente ma follemente innamorato/a:


Antonella Anzalone… e non solo


La persona che invidio di più:


Sono due, e sono tutt'e due carissimi amici d'infanzia


La persona che ammiro di più:


T. A. Edison


La persona che ringrazio Dio di non essere:


Troppo presto per fare un bilancio


Tre libri da portare sull'isola deserta:


"The Just So Stories" Rudyard Kipling, "The Flashman Papers" George MacDonald Fraser, "Suttree" Cormac McCarthy


Il libro che dovrebbe avere un seguito:


"1984" George Orwell


Il rosso o il nero?


Nero


Il capriccio che non mi sono mai tolto/a:


Suzuki GSXR-750…


L'ultima volta che ho perso la calma:


Basta poco… non amo il contraddittorio


Chi vorrei fosse il mio angelo custode?


Un ignoto con buone intenzioni


La volta che mi sono sentito fiero/a di essere italiano/a:


Se fossi la reincarnazione di un bersagliere direi "quella volta, a Porta Pia…"


La volta che mi sono vergognato/a di essere italiano/a:


Berlusconi presidente del consiglio lo diamo per scontato, quindi: lo scandalo dei Tango Bonds


Cosa farei per sostenere ciò in cui credo?


Mi guarderei bene dal ricercare il consenso a tutti i costi


Come vorrei morire?


Senza soluzione di continuità



 

 

sabato 3 febbraio 2007

Un nuovo link - 2

Ho aggiunto un nuovo link al blog. E' il diario di Jenkel e Roxane scritto da Marco Mushroom. Jenkel e Roxane sono una strega e uno stregone nel più puro stile del racconto fantasy. Seguire le loro avventure sarà sicuramente interessante per gli amanti del genere. Non anticipo nulla... buona lettura

Un altro omicidio

Questa volta la vittima abitava a Riccione, faceva l'addestratrice di delfini. Anche lei uccisa da un vicino di casa per futili motivi. Anche lei abitava nella provincia del profondo nord. L'altra volta a proposito dei deitti di Erba ci hanno detto che dietro gli omicidi covava un impulso di razzismo. Potrebbe anche essere, quella coppia multietnica, lei italiana lui marocchino con un bimbo dal nome esotico come Youssuf forse poteva non piacere a qualche leghista represso, ma questa volta? Cosa è successo ieri sera in un anonimo condominio di Riccione?  Ci diranno che l'assassino è il solito psicolabile magari senza un'occupazione stabile (come se l'essere disoccupati ci candidi automaticamente ad essere tutti potenziali assassini); anche questa volta l'omicidio è maturato nel contesto condominiale, anche questa volta i rancori sono dovuti a futili motivi. La vittima e l'assassino litigavano spesso perché i due cani di lei abbaiavano troppo. Lei aveva anche deciso di cambiare casa perché lui le rendeva la vita impossibile. Si sarebbe dovuta trasferire domani. Non ha fatto in tempo, purtroppo. Anche questa volta la cronaca contraddice le regole della detective story. Un omicidio per futilissimi motivi che nessuno scrittore di gialli avrebbe il coraggio di mettere in piedi. L'assassino colto sul fatto dai carabinieri con un coltello da cucina sporco di sangue nei pressi del luogo del delitto. L'omicidio visto da alcuni testimoni.  La soluzione è in re ipsa. Il difensore azzarderà la tesi dell'infermità mentale del suo cliente e chiederà la solita perizia psichiatrica. Il caso sembra quindi per fortuna risolto senza il laborioso intervento di un Hercul Poirot ma restano tutti gli interrogativi. In un caso del genere si potrebbeconstruire una storia noir indagando la mente dell'assassino e raccontando in presa diretta le sue emozioni. E' quello che fanno gli scrittori del gruppo romano dei neo-noir e la mia amica Alda Teodorani in particolare. Raccontano la morte dal punto di vista dell'assassino non da quello del detective. E' un nuovo modo di concepire il romanzo noir. Nessuna indagine per scoprire il colpevole, nessun effetto catartico finale,  Ho provato anch'io a scrivere una storia dal punto di vista dell'assassino, ne è venuto fuori un racconto breve che ho mandato per gioco a un premio letterario.  Ho scritto la storia in prima persona, ho aggiunto un'ambientazione gay per darle un tocco di originalità ma il punto non era quello. Ho cercato di raccontare i pensieri dell'omicida, mi sono limitata al dopo ma sarebbe anche stato interessante descrivere l'ideazione dell'omicidio (se premeditato) o l'impulso del momento che porta ad uccidere. Il mio assassino usa la premeditazione, scioglie alcune pasticche di sonnifero nel vino della cena e poi strangola il suo compagno nel sonno, movente la gelosia. Ho usato uno stile tradizionale, la mia amica Alda in alcuni racconti usa il tempo presente per raccontare un omicidio in presa diretta  e il più delle volte usa la terza persona singolare. In questo modo, mi pare, rende l'idea di una telecamera che descrive l'azione. Io sono più introspettiva racconto i pensieri - è uno stratagemma letterario, nessuno conosce i pensieri di qualcun altro- seguo il filo dei pensieri dell'assassimo dopo l'omicidio e una specie di monologo interiore attraverso cui racconto una storia. Se il racconto verrà rigettato lo proporro' sicuramente sul sito.

Senza titolo 2

Sono le 0.59 e domani devo pure lavorare, ma non ho rinunciato ad aggiornare il blog. Ho aggiunto il questionario di Proust di Popfil. Devo dire che tra i questionari ricevuti è quello che mi è piaciuto di più sino ad ora.  Comunque continuate a mandarmeli, li pubblichero' sicuramente ovviamente autorizzatemi a pubblicarli. Grazie e buona notte

Il questionario di Proust di Popfil






































































































La cosa che mi piace di più di me stesso/a: Naso


 


La cosa che più detesto di me stesso/a:

Tette


 


Quello che mi fa piacere un uomo:

Essere effeminato


 


Quello che mi fa piacere una donna:

Distacco


 


Cosa ci vuole per diventarmi amico:

Tatto


 


La volta che sono stato/a più felice:

Quando ho conosciuto Deleuze


 


La volta che sono stato/a più infelice:

Quando non ho saputo dire no


 


In che cosa mi trasformerei, se avessi la bacchetta magica?

In una falena


I

 


Cosa sognavo di fare da grande?

La postina


 


L'errore che non rifarei:

Nessuno


 


La persona di cui sono segretamente ma follemente innamorato/a:


 


Hannibal Lecter


La persona che invidio di più:

Geishe


 


La persona che ammiro di più:

Antichi greci


 


La persona che ringrazio Dio di non essere:

una credente


 


Tre libri da portare sull'isola deserta:

La gaia  scienza

al di là del bene e del male

la nascita della tragedia


 


Il libro che dovrebbe avere un seguito:

Il processo


 


Il rosso o il Il nero?

Assolutamente il nero


 


Il capriccio che non mi sono mai tolto/a:

Comprarmi un paio di ali finte


 


L'ultima volta che ho perso la calma:

Sabato scorso


 


Chi vorrei fosse il mio angelo custode?

Dr House


 


La volta che mi sono sentito fiero/a di essere italiano/a:

Mai


 


La volta che mi sono vergognato/a di essere italiano/a:

Sempre


 


Cosa farei per sostenere ciò in cui credo?

Nulla


 


Come vorrei morire?

Vecchia suicida serena


 






D

venerdì 2 febbraio 2007

Giovedì

Continuano ad arrivare le risposte al questionario di Proust, piano piano le pubblicherò tutte, datemi il tempo di inserirle. Nel frattempo ho inserito un nuovo link al blog di uno dei visitatori di questo sito (scopritelo voli), mi fa molto piacere avere ospiti casuali. Intanto lo ringrazio per avermi linkato nel suo sito spontaneamente, fa sempre piacere.

giovedì 1 febbraio 2007

Questionari di Proust

Piano piano iniziano ad arrivare i questionari, li sto pubblicando sul sito. Il questionario di Asia è stato compilato da una lettrice del blog e questo mi fa molto piacere, Tatiana è un'amica del corso di scrittura creativa - ciao Tatiana - .Ho altri questionari ma sto aspettando che le persone che li hanno compilati mi diano l'autorizzazione a pubblicarli.


Oggi è stata una giornata tranquilla ho lavorato sino alle quattro poi ho fatto una passeggiata nel mio quartiere - Ostiense a Roma - Sono ritornata alla centrale Montemartini, la vecchia centrale elettrica di Roma che è diventata una filiale dei Musei Capitolini. La struttura della centrale è rimasta quella di una volta, un vero esempio di archeologia industriale, ma all'interno in un bell'allestimento, ospita un museo di arte romana e mostre itlineranti di arte contemporanea.  Devo dire che sono rimasta veramente impressionata - lo sono ogni volta  - dal vedere i macchinari della centrale, la caldaia che bruciava il carbone per muovere le turbine che producevano l'energia elettrica. La centrale è rimasta operante sino al 1965.  La mostra di arte romana - statue e sarcofagi - è interessante ma secondo me il fascino del posto è dato dai macchinari d'epoca. Sono rimasta nel museo circa un'ora a vagare tra le statue e i macchinari con il naso all'insù. Il quartiere Ostiense è ricco di testimonianze di archeologia industriale basti pensare al gasometro e ai magazzini lungo via del commercio. In questa zona una volta industriale oggi fioriscono le discoteche, i ristoranti e i locali notturni. Uno strano contrasto. Il quartiere è molto vitale, soprattutto la notte nei fine settimana quando migliaia di persone vengono da queste parti per divertirsi ma ci sono anche parecchi uffici e negozi e, cosa strana, almeno cinque o sei agenzie di lavoro interinale, tutte concentrate su via Ostiense. A giorni inizierò a collaborare con il nostro giornale di quartiere, La voce dell'Ostiense, mi piacerebbe scrivere di queste trasformazioni in atto nella zona. Ho saputo che a Marzo lungo la via Ostiense inizieranno i lavori per trasformare i vecchi mercati generali di Roma nella 'città dei giovani' ,un polo multimediale che ospiterà cinema e teatri che, tra l'altro,  sarà a poche centinaia di metri da casa mia. Ho visto uno dei progetti, pare che costruiranno una torre abbastanza alta all'interno del recinto dei vecchi mercati che risalgono al primo novecento, Tra qualche anno questo quartiere avrà una fisionomia completamente nuova e io inevitabilemente assisterò alla sua trasformazione. Ci saranno certo dei problemi - prevedo che parcheggiare sarà sempre più difficile - ma è una sfida entusiasmante.


 

Questionario di Proust di Tatiana



















































































La cosa che mi piace di più di me stessa: I capelli


La cosa che più detesto di me stesso/a: Il carattere



Quello che mi fa piacere un uomo: la simpatia



Quello che mi fa piacere una donna:  Il sorriso



Cosa ci vuole per diventarmi amico: pazienza



La volta che sono stato/a più felice: La prima volta che Fabio mi ha detto: "Ti adoro!"



La volta che sono stato/a più infelice: Quando mio nonno se n’è andato



In che cosa mi trasformerei, se avessi la bacchetta magica? In un delfino.



Cosa sognavo di fare da grande? La maestra



L'errore che non rifarei: Se tornassi indiestro chiarirei alcune situazioni



La persona di cui sono segretamente ma follemente innamorato/a: Jack Nicholson (ehm... non troppo segretamente)



La persona che invidio di più: Paris Hilton



La persona che ammiro di più: ovvio! mio babbo!



La persona che ringrazio Dio di non essere: Silvio Berlusconi



Tre libri da portare sull'isola deserta: Il Signore degli anelli (ma vale già per tre L)



Il libro che dovrebbe avere un seguito: "L'ora delle streghe"



Il rosso o il nero? nero



Il capriccio che non mi sono mai tolto/a: prendere a schiaffi una persona antipatica



L'ultima volta che ho perso la calma: Non me lo ricordo, mi capita raramente!



Chi vorrei fosse il mio angelo custode? Jim Carrey...che mi fa troppo ridere



La volta che mi sono sentito fiero/a di essere italiano/a: quando leggo un libro di storia!



La volta che mi sono vergognato/a di essere italiano/a: ogni volta che vado all'estero!



Cosa farei per sostenere ciò in cui credo? tanti sacrifici



Come vorrei morire? infarto nel sonno, credo...


Questionario di Proust di Asia

La cosa che mi piace di più di me stesso: non mi abbatto quasi mai e cerco sempre di vedere il lato positivo delle cose

La cosa che più detesto di me stesso: sono troppo cocciuta e voglio sempre avere ragione

Quello che mi fa piacere un uomo: uno che sappia farmi perdere la testa, non c'è un tipo particolare, mi piacciono uomini fisicamente e caratterialmente diversissimi tra loro. A volte mi colpisce lo sguardo, altre volte la voce altre volte ancora l'odore... è una cosa che sento "a pelle"

Quello che mi fa piacere una donna: mi piacciono le donne concrete, senza tanti grilli per la testa e quelle non troppo permalose

Cosa ci vuole per diventarmi amico: sincerità e un po' di pazienza quando sono nei momenti isterici (non capita spesso ma ogni tanto succede).. poi contraccambio

La volta che sono stato più felice: quando mi sono sentita chiamare 'mamma' per la prima volta e quando ho capito che anche lui mi amava

La volta che sono stato più infelice: non me lo ricordo

In che cosa mi trasformerei, se avessi la bacchetta magica: bella domanda