mercoledì 4 ottobre 2006

Acqua che scorre - ultima puntata -

Ho aspettato un altro paio di giorni e poi ho chiamato un altro idraulico, un certo Franco che ha un negozietto vicino casa mia. Ha controllato i tubi e mi ha chiesto 80 euro per il disturbo. Anche questa volta niente e 80 euro in meno a fine mese! Lo scroscio d’acqua oramai ritorna tutte le sere, di solito dopo la mezzanotte, e mi accompagna sino al sonno, quando riesco a dormire. Di giorno il rumore cessa misteriosamente per poi ricomparire la notte dopo. Martedì pomeriggio Valerio mi ha chiesto di vedermi in un bar alla fermata Policlinico della metro A. Mi sono messa le scarpe nuove anche se mi fanno ancora male. Il nostro incontro è stato anche troppo breve. Mi ha detto che non può più vedersi con me perché lei non vuole. Mi ha anche detto che sparire senza dirmi nulla gli sarebbe sembrato troppo brutto perché io sono o sarei una persona fantastica. ‘Una gran fica’ come mi ha detto una volta. Me ne sono andata senza dire nulla. Ho sceso le scale della metro a perdifiato. Sentivo le lacrime salirmi agli occhi ma mi sono accorta che non riuscivo a piangere. Sono salita su un vagone mezzo vuoto e mi sono accasciata su un sedile e l’ho sentito: un forte scroscio d’acqua, come un torrente in piena pronto ad allagare il vagone della metropolitana e a travolgere i pochi passeggeri.

2 commenti:

  1. ciao Antonella, hoi riletto Acqua che scorre sul tuo blog. Rileggendolo con più attenzione mi rendo conto che l'idea dell'acqua rende bene. E' un racconto comunque abbastanza particolare.

    marco mushroom

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  2. questo blog mi affascina,ma tra blog e chat mi sa che non lavoro piu',il mio indirizzo di posta yahoo e':poes_75@yahoo.it,sei in gamba!,a presto

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