Una variazione di Schumann. Il fumo della mia sigaretta si perde nel buio e si confonde con la tua musica. Il pianoforte mi tiene compagnia. La sua voce arriva dall’altra parte della strada ogni notte e anche oggi mi accompagnerà. Ho sciolto 20 compresse di quel sonnifero che prende mia madre in un bicchiere di vino. Aspetto la fine della melodia per sorseggiarlo.
Le dita agili sui tasti del pianoforte. Una variazione di Schumann. Ti guardo suonare, assorta, mentre il fumo della mia sigaretta vola oltre la finestra assieme alla tua musica, nella strada buia. Non so a cosa stai pensando, forse ti limiti a suonare ma la nostra vicinanza mi è dolce in questa sera d’aprile.
Una variazione di Schumann. L’occhio di bue inquadra il pianoforte sul palcoscenico. Oltre, il buio della sala. Assisto anch'io al concerto, seduta nella terza poltrona della quarta fila. Un po’ defilata come al solito. Stasera dopo lo spettacolo dobbiamo parlare di noi due. Aspetto la fine della musica e mi sciolgo in uno stanco applauso. Ti vedo lassù inchinarti nel tuo frac da pinguino stanco, continuo a battere le mani. E’ la forza dell’abitudine. Ti applaudo anche se meriteresti un fitto lancio di uova e pomodori.
Nessun commento:
Posta un commento