mercoledì 31 ottobre 2007
Io e Fred - 1
martedì 30 ottobre 2007
Io e Fred
Sono le sei del pomeriggio di un venerdì sera come tanti in coda sul Raccordo per tornare a casa. Guardo le lucine rosse delle auto davanti a me, rigorosamente ferme. Oltretutto sta piovendo a dirotto. L’autoradio accesa spara la pubblicità dell’ultimo modello della Fiat, altre marche di automobili ammiccano dai cartelloni ai lati della strada. Cambio stazione alla ricerca di una canzone che mi accompagni nel traffico. Accendo una sigaretta. Un furbo mi supera a destra sulla corsia di emergenza, anzi che non è una Smart. Radio Rock mi regala una vecchia canzone di Louis Prima, un tocco di romanticismo. Poi squilla il cellulare, è il mio ragazzo che mi chiede di organizzare per stasera. Avanzo di due metri nella fila e parlo al telefono, rallento troppo e qualcuno mi suona. Mi sento imbottigliata. Chiudo la telefonata e decido di uscire al primo svincolo. Tenterò di percorrere le strade interne. Ecco il cartello, però segnala anche una deviazione per lavori in corso. Imbocco la corsia laterale e a passo d’uomo esco dal Raccordo. Vedo la segnaletica gialla di fronte a me. Proseguo dritta, la corsia lucida di pioggia è sgombra. Altre segnalazioni indicano uno svincolo sulla destra che non ricordavo. Svolto fiduciosa, oramai il traffico è alle mie spalle. Non ho letto il numero dell’uscita, dovrei andare verso la Cassia ma non riconosco la strada, ad un certo punto incontro una rotonda con un’aiuola al centro, i soliti oleandri e poi accanto alla segnalazione per La Storta lo vedo: un cane bagnato di pioggia cerca di attraversare la mia corsia. Freno bruscamente per lasciarlo passare ma lui non accenna a muoversi. “Poverino ti hanno abbandonato” è il mio primo pensiero. Non sta arrivando nessuno, decido di scendere dalla macchina e di dargli un’occhiata da vicino. Metto le quattro frecce e mi avventuro fuori dall’abitacolo. Il cane si lascia avvicinare senza problemi, tento anche una carezza e lui china la testa sotto la mia mano. “E’ tutto bagnato e avrà anche freddo” penso. Prendo la decisione in un lampo: lo porterò via con me, almeno per stanotte, poi gli troverò una sistemazione. Muovo un passo ed il cane mi segue docilmente. Lo faccio salire senza problemi dal lato del passeggero. Cerco di guardarlo meglio alla luce, è un grosso cane da caccia dalle orecchie pendule e dal colore incerto, non sembra molto giovane. Riparto in direzione Cassia, sta smettendo di piovere. Il cane si è acciambellato a fatica sul sedile, non lo guardo ma sento che mi sta osservando. “E tu come ti chiami?” azzardo una domanda nel buio tra me e me. “Io mi chiamo Fred e tu?” mi risponde. Rallento bruscamente e penso di aver avuto un’allucinazione, ma lui continua a parlare, muove perfino la bocca. Sta dicendo che il suo padrone è morto stamattina e che lui sta cercando un posto dove stare. Ha un tono triste quando parla del padrone. Lui si chiamava Alfredo e lo portava a caccia vicino a Campagnano. Per un attimo penso di essere completamente impazzita. Il cane continua a chiacchierare tranquillamente, con una voce da anziano signore. Allora prendo una decisione rapida, decido di assecondarlo. Sento la mia voce prima incerta poi più spedita dire: ”Io mi chiamo Valeria, piacere di fare la tua conoscenza”. Ora il suo sguardo pesa su di me, avverto la sua curiosità. Ma un cane può essere curioso, mi chiedo? Imbocco la Cassia verso il centro. Sono passati pochi attimi da quando ho accolto il cane sulla mia Twingo e mi sento già proiettata in una storia fantastica. Ho incontrato un essere magico come quelli di cui si legge nelle favole oppure sono completamente impazzita. Delle due l’una. Il cane chiacchiera piacevolmente, ad un certo punto mi chiede dove stiamo andando. Sento la mia voce rassicurarlo. Stanotte sarà ospite a casa mia gli annuncio e nel dirlo m'immagino la faccia di Massimo quando gli presenterò Fred. Lui del resto non ama molto gli animali.
Arrivo a casa verso le sette e mezza, è già buio. Attraverso il cortile con il cane al mio fianco. Accendo la luce in soggiorno e Fred trotterella verso il tappeto. “Posso sedermi?” mi chiede. Rispondo ancora a fatica alle sue domande, ma il suo tono mi sta rassicurando a poco a poco. Lo invito ad accomodarsi ed accendo la stufetta elettrica. Gli chiedo se vuole asciugarsi. Stasera ho uno strano ospite a cena, mi dico. Il cane non fa complimenti, si sdraia davanti a me e ringrazia compito. Adesso un’estrema lucidità ha preso il posto della mia iniziale confusione. Vado in cucina e frugo negli armadietti. “Fred avrà fame” penso. Trovo un paio di scatolette di carne in scatola e torno in soggiorno. “Gradiresti della Simmenthal?” gli chiedo. Fred non fa complimenti, mangia la sua carne, io mi faccio un toast e gli tengo compagnia, fuori ha ricominciato a piovere. Massimo arriva verso le nove. Entra in soggiorno deciso e vede il cane. “E lui chi è?” mi apostrofa con un tono perplesso. Fred tace, Sento che sta esaminando il mio compagno. “Lui dorme qui stanotte, l’ho trovato sul raccordo” gli rispondo. Fred si alza in piedi e si avvicina a Massimo, lo annusa e poi starnutisce. “Odio i profumi fruttati” dice con fastidio. Massimo fa un balzo indietro. “Che scherzi sono questi?” dice stupito e mi guarda, forse pensa che io sia diventata improvvisamente una ventriloqua. Fred torna al suo posto vicino alla stufetta. I due si osservano. Massimo si rivolge a me con tono incerto: ”Lo hai sentito anche tu no? Il cane ha parlato!”. Annuisco soltanto. Lui mi guarda poi si avvicina al cane, sembra timoroso. Fred non lo degna di uno sguardo. Massimo accenna ad una carezza, ma non ha dimestichezza con i cani, fa il contropelo a Fred che gli risponde ringhiando. “Ma lo hai sentito pure tu che il cane ha parlato?” mi ripete Massimo. Adesso sono completamente sollevata, anche Massimo ha sentito Fred parlare, allora non si tratta proprio di un’allucinazione mi dico e mi rallegro di aver trovato un nuovo amico. Fred non parla più per tutta la serata. Osserva il mio ragazzo e fa finta di sonnecchiare sul tappeto. Massimo non chiede altre spiegazioni ma se ne va più presto del solito. Quando rimaniamo soli Fred mi confessa soddisfatto: ”Il tuo fidanzato mi sta molto antipatico”.
Maledetta pioggia
Ho trascorso gli ultimi due giorni a casa di mia madre a chiaccherare e a leggere Fernando Pessoa. Poesie e il Libro dell'inquietudine. Fine dell'idillio: Verso le sei di oggi pomeriggio un carro attrezzi ha tentato di rimuovere la mia macchina da piazza Cucchi. Veramente l'avevo parcheggiata in sosta vietata ma non pensavo fosse così grave. Ho pagato 40 euro alla STA e sono tornata a casa sotto questa maledetta pioggia. Odio la STA, odio la pioggia che continua a cadere. Mi arriverà una multa a casa, altri trenta euro e rotti. Ho guardato un po' di siti: Repubblica.it, niente commissione d'inchiesta sul G8 di Genova, Mastella e Di Pietro votano con il Polo. Mantengo la promessa fatta altrove, non lancerò invettive da questo blog, La mia indignazione è strettamente privata. Sintonizzo la ia radio su Radio Rock, c'è una vecchia canzone di Louis Prima mi terrà compagnia. Vago ancora sul web, Totti non giocherà questo derby (si sapeva!!!). Trovo una recensione del film 'Una certa distanza' su Carmillaonline.com. Parlano anche della 'Ragazza del lago', l'ho visto domenica e avevo pensato di parlarne qui ma poi mi sono resa conto che non avevo molto da dire. Un bel film dall'ambientazione friulana, paesaggi di montagna, paesi. Bravissimo Toni Servillo. Non ho molte velleità di fare della critica cinematografica in questo momento. Penso ancora al G8. Mio fratello era a Genova quel giorno come tanta altra gente. E' sfuggito alle cariche della polizia e si è nascosto con un conoscente sotto una barca sul lungomare di Corso Italia, per chi non conosce Genova Corso Italia è uno stradone che segue la costa e attraversa la città. Io, mia madre e mio padre abbiamo visto le cariche della polizia su RaiTre in diretta e siamo stati in trepidazione per tutto il pomeriggio. Le notizie della Diaz e della morte di Carlo Giuliani mi sono arrivate solo quella notte. All'epoca facevo una rassegna stampa estera per Rainews24 nelle prime ore del mattino. Ho letto i giornali stranieri, i celerini hanno picchiato perfino il corrispondente di un noto quotidiano britannico. Era la notte tra il 21 ed il 22 luglio del 2001 credo. Me lo ricordo perché il 22 luglio è il mio compleanno. Quella notte non abbiao festeggiato. Nei mesi successivi sono venute fuori molte altre storie ed il coraggio di Hedi Giuliani. Una bella persona.
Una poesia di Fernando Pessoa
domenica 28 ottobre 2007
Domenica pomeriggio
Oggi me ne resto a casetta, nonostante il sole primaverile e nonostante la partita della Roma contro il Milan mi invoglierebbe ad andare al pub. Ho fatto un giretto su vari blog amici, Vomiworld ci ricorda che oggi Pierferdinando Casini e la sua Azzurra convolano a giuste (giuste?) nozze. Rito rigorosamente civile perché lui è divorziato. Ma non era un campione della Chiesa cattolica e della famiglia? Ve lo ricordate il Family Day? Sono sempre più perplessa. Mi astengo da ogni commento velenoso. Quando ho deciso di aprire questo blog ho anche deciso che non avrei iniziato a polemizzare contro tutto e contro tutti. Insomma ho deciso di aprire il blog per farmi i cazzi miei , solo occasionalente entro in polemica con qualcuno. Sempre spulciando qua e là su Internet ho letto di un disegno di legge che equiparerebbe i blog ai prodotti editoriali (obbligo di un direttore responsabile, registrazione etc.) Ne sapete qualcosa di più? E' un'idea folle che ucciderebbe automaticamente il novantanove per cento dei blog in rete. Urgono iniziative di protesta. Ho pubblicato sul blog anche la versione italiana di Suzanne tradotta da Fabrizio De Andre' . Fatemi sapere quale versione preferite. Un' ultima cosa, vi segnalo dal blog di Marco Mushroom alias Marko Matz il nuovo concorso letterario per racconti inediti bandito dalla rivista on-line Historica. Chi vuole partecipare ha tempo sino al 31 dicembre e deve inviare un racconto di due cartelle in allegato Word ad infohistorica@libero.it. La partecipazione è aperta a tutti. Per tutte le altre informazioni vi rimando al blog di Marco.
Suzanne versione di Fabrizio De Andre'
Suzanne ti ha voluto accanto
e ora ascolti andar le barche
ora vuoi dormirle accanto
si lo sai che lei è pazza
ma per questo sei con lei
e ti offre il the e le arance
che ha portato dalla Cina
e proprio mentre stai per dirle
che non hai niente da offrirle
lei è già sulla tua onda
e fa il fiume ti risponda
che da sempre siete amanti.
E tu vuoi viaggiarle insieme
vuoi viaggiarle insieme ciecamente
perchè sai che le hai toccato il corpo
il suo corpo perfetto con la mente.
E Gesù fu marinaio
finchè camminò sull'acqua
e restò per molto tempo
a guardare solitario
dalla sua torre di legno
e poi quando fu sicuro
che soltanto agli annegati
fosse dato di vederlo
disse: Siate marinai finchè il mare vi libererà.
E lui stesso fu spezzato
ma più umano abbandonato
nella nostra mente lui non naufragò.
E tu vuoi viaggiarle insieme
vuoi viaggiarle insieme ciecamente
forse avrai fiducia in lui
perchè ti ha toccato il corpo con la mente.
E Suzanne ti da la mano,
ti accompagna lungo il fiume,
porta addosso stracci e piume
presi in qualche dormitorio
il sole scende come miele
su di lei donna del porto
e ti indica i colori
tra la spazzatura e i fiori
scopri eroi tra le alghe marce
e bambini nel mattino
che si sporgono all'amore
e si sporgeranno sempre
e Suzanne regge lo specchio.
E tu vuoi viaggiarle insieme
vuoi viaggiarle insieme ciecamente
perchè sai che ti ha toccato il corpo
il suo corpo perfetto con la mente.
Suzanne by Leonard Cohen
Suzanne takes you down to her place near the river You can hear the boats go by You can spend the night beside her And you know that she's half crazy But that's why you want to be there And she feeds you tea and oranges That come all the way from China And just when you mean to tell her That you have no love to give her Then she gets you on her wavelength And she lets the river answer That you've always been her lover And you want to travel with her And you want to travel blind And you know that she will trust you For you've touched her perfect body with your mind. And Jesus was a sailor When he walked upon the water And he spent a long time watching From his lonely wooden tower And when he knew for certain Only drowning men could see him He said "All men will be sailors then Until the sea shall free them" But he himself was broken Long before the sky would open Forsaken, almost human He sank beneath your wisdom like a stone And you want to travel with him And you want to travel blind And you think maybe you'll trust him For he's touched your perfect body with his mind. Now Suzanne takes your hand And she leads you to the river She is wearing rags and feathers From Salvation Army counters And the sun pours down like honey On our lady of the harbour And she shows you where to look Among the garbage and the flowers There are heroes in the seaweed There are children in the morning They are leaning out for love And they will lean that way forever While Suzanne holds the mirror And you want to travel with her And you want to travel blind And you know that you can trust her For she's touched your perfect body with her mind.
lunedì 22 ottobre 2007
Salute
venerdì 19 ottobre 2007
Esame
martedì 16 ottobre 2007
Noia
Blog Action Day
Oggi è il Blog Action Day (info su http://blogactionday.org/it ). Migliaia di Blog in tutto il mondo posteranno un articolo su tematiche ambientali correlato all'argomento del blog. Questo Blog aderisce all'iniziativa con il banner in fondo alla pagina e con questa poesia dedicata al Mediterraneo di Eugenio Montale tratta da Ossi di Seppia
Mediterraneo
Antico, sono ubriacato dalla voce
Ch’esce dalle tue bocche quando si schiudono
come verdi campane e si ributtano
indietro e si disciolgono.
La casa delle mie estati lontane
T’era accanto lo sai,
là nel paese dove il sole cuoce
e annuvolano l’aria le zanzare.
Come allora oggi in tua presenza impietro,
mare, ma non più degno
mi credo del solenne ammonimento
del tuo respiro. Tu m’hai detto primo
che il piccino fermento
del mio cuore non era che un momento
del tuo; che mi era in fondo
la tua legge rischiosa: esser vasto e diverso
e insieme fisso:
e svuotarmi così d’ogni lordura
come tu fai che sbatti sulle sponde
tra sugheri alghe asterie
le inutili macerie del tuo abisso.
lunedì 15 ottobre 2007
Historica n. 5
giovedì 11 ottobre 2007
Belloooooooooooooooooooooooo
Un grazie a controcorrentesatirica.com per la vignetta qui sotto. E' un bel sito di satira e tutti i materiali pubblicati sono liberamente fruibili da chiunque. Purtroppo per visualizzare la vignetta dovete andare a fine pagina...pazienza.
martedì 9 ottobre 2007
POESIA - 1
Amica amabile, acerrima avversaria
Non nego noie, nausee, naufragi.
Temo tiepidi trasporti? taccio.
Oltrepasso ogni ombra, ogni ostacolo.
Non nata, nascerò “n’atra vota”,
Edulcoro empie esecrazioni ed esco.
Lamenti, lenimenti, linimenti
Lascio
Agli amici, “agli amanti astiosi, aglio”.
Animo androgino, abiti avvitati aborro
Naiade negata, nudità nascondo.
Zio Zeus?
Abita ancora alture ascose?
Lasciatelo levitare lassù, lui le livella.
Odiati orpelli, opime offerte
Nella notte nera nuda
Esco.
sabato 6 ottobre 2007
Colore Indeciso - 1
Oggi il mio amico Marko Matz alias Marco Mushroom -su Splider lo conoscete così- ha presentato il suo ultimo romanzo alla libreria Odradek di Roma. E' stata una bella presentazione, animata da Fabrizio Bandini il giovane editore di Perugia che ha pubblicato il romanzo (Midgard editrice). Io ho alzato la mano due volte per ribadire che nei romanzi di Marco, anche quelli non di genere più prettamenti fantasy, c'è comunque un' anima nera. 'Colore indeciso' narra la storia di un giovane pittore albino che ha una spiccata predilezione per i coltelli che egli usa per spandere il colore sulla pelle umana. Fabrizio ha definito il romanzo di Marco un romanzo filosofico di ambientazione storica. L'autore ha parlato del suo libro e, pungolato dalle mie domande, della proprie paure ed idiosincrasie. Marco ha poi letto un suo racconto 'Riflesso Viola' che in un certo senso ha ispirato il suo romanzo. E' un testo che mi piace molto anche perché Marco lo ha ambientato in luoghi che mi sono familiari (I Mercati generali, la stazione della metropolitana Ostiense)che acquistano però, grazie alla narrazione straniata del protagonista ,una luce assolutamente nuova. Anche in Riflesso Viola' c'è un pittore che dipinge con i coltelli ed esercita la sua arte sul corpo di una fanciulla dai capelli rossi che a quanto pare solo lui riesce a vedere. Il pittore è affascinato dalle cromie carnali della ragazza, dal candore diafano della sua pelle e dai capelli fulvi. La fanciulla da parte sua asseconda il suo gioco, tanto da apparire più la proiezione di una mente allucinata che un personaggio reale, sino all'imprevedibile finale. Se siete incuriositi dal libro di Marco, lo potete acquistare sul sito della casa editrice, www.midgard.it
mercoledì 3 ottobre 2007
Mercoledì
Uffa siamo ancora a metà settimana e io sono già stanca. Stamattina mi sarei addormentata in metropolitana... Sto ancora aspettando i consigli su quale libro leggere (vedi post del 1 ottobre) ho ricevuto solo un paio di risposte, forza gente votate l'incipit che vi attira di più. Spero di riuscire a vedrere il film di Robert Rodriguez e di recensirlo qui molto presto.
martedì 2 ottobre 2007
Presentazione Colore indeciso
Venerdì 5 Ottobre 2005
ore 18 libreria Odradek via Dei Banchi Vecchi 57
Presentazione di
Colore Indeciso
Il nuovo romanzo di Marko Matz
Accorrete gente!!!!!!!!!!!!!!!!!
lunedì 1 ottobre 2007
Recensione
Lunedì sera
Stasera non ho voglia di leggere. Ho una pila di libri nuovi che mi guardano con aria di riprovazione dalla scrivania: nell' ordine, 'Un albero cresce a Brooklyn' di Betty Smith (ne ho parlato in un post precedente), "Le anime morte" di Gogol (ebbene si me lo sono ricomprato usato in un' edizione economica anni sessanta, la stessa che ha mia madre e che ho letto da ragazzina), quattro volumi di "Guerra e pace" (un altro acquisto fatto al mercatino della Comunità di Sant Egidio due domeniche fa) , "Sappiano le mie parole di sangue" di Babsi Jones, (una novità, ne sentirete presto parlare su questo blog) e "L'innocenza" di Tracy Chevalier (me lo ha portato Marco Mushroom l'altro giorno, l'autrice ha scritto "La ragazza con l'orecchino di perla" un famoso best seller internazionale, grazie Marco). Quale leggerò per primo? a questo punto propongo un gioco ai lettori di questo blog: riporterò qui di seguito gli incipit dei libri, votate quello che vi attira di più con un post. Cominciamo da un classicone, "Guerra e pace" di Tolstoi che ahimé non ho ancora letto:
Guerra e Pace: "Ebbene principe, Genova e Lucca non sono più che appannaggi, possedimenti della famiglia Bonaparte. No vi prevengo che se voi non mi dite che avremo la guerra, se voi permetterete ancora di palliare tutte le infamie, tutte le atrocità di questo Anticristo (parola d'onore lo credo tale), non vi conosco più, non siete più mio amico, non siete più il mio servo fedele come voi dite"(in francese nel testo). Orvia buon, giorno, buon giorno, Vedo che vi faccio paura (in francese nel testo). Sedetevi e raccontate". Così diceva nel giugno del 1805 la famosa Anna Pàvlovna Scherer damigella d'onore e familiare dell'imperatrice Maria Feòdorovna....". (Leone Tolstoi)
"Sappiano le mie parole sangue": "Direttore, dovrei dirti che è l'ultimo giorno, ma non so di che cosa: di qualcosa che va a terminare, un finale di partita che finisce per persa. Quello scatto ottocento per seicento che mi resta prima che il display mi bruci lo sguardo, quello scatto, io lo spreco sul foglio: il ritratto di righe non scritte, questo bianco di carta che avanza. Se sconfitta e scadenza hanno forma e colore, sarà questo: le parole che non riesco a trovare" (Babsi Jones).
"L'innocenza": "Jem Kellaway guardava inorridito i passanti che frugavano spudoratamente tra le cose della sua famiglia. Era umiliante. Seduto sul carro in quella strada gremita, osservava la gente curiosare fra le loro masserizie. Non aveva mai visto tanti sconosciuti in una volta sola: al suo villaggio del Dorsenshire era un evento di cui si parlava per giorni. E poi non gli piaceva per niente essere scrutato in quel modo. Si rannicchiò tra le sedie di Windsor fabbricate dal padre cercando di dare nell'occhio il meno possibile. Smilzo, con il viso allungato, gli occhi azzurri infossati ed i capelli di un biondo rossiccio arricciati dietro le orecchie, Jem non era certo il tipo che attirava l'attenzione ed infatti la gente pareva più interessata al contenuto del carro che a lui" (Tracy Chevalier)
"Le anime morte": "Nell'androne di una locanda della città di N., capoluogo di governatorato, entrò una graziosa piccola vettura a molle, di quelle in cui viaggiano gli scapoli: tenenti colonnelli a riposo, capitani in seconda, proprietari di campagna che possiedono un centinaio di anime di contadini: in una parola tutti quelli che si dicono signori di mezza taglia. Nella carrozza sedeva un signore che non era proprio un bell'uomo, ma non era neppure di brutto aspetto, né troppo grasso né troppo esile; non si poteva dire che fosse anziano ma neppure d'altronde che fosse troppo giovane." (Nikolaj Gogol)
Votate, votate, votate e fatemi sapere