giovedì 11 gennaio 2007

il delitto di Erba

Sono rimasta abbastanza sconvolta dalla conclusione del giallo di Erba. Ebbene si, gli assassini sono i vicini di casa, il movente: futili liti condominiali. Bastano dunque un bambino che piange o un televisore troppo alto a scatenare la follia omicida? Tra l'altro ho letto su Repubblica.it che l'omicidio era premeditato. Un modo grand gruignolesco di sbarazzarsi dei vicini. Una piccola riflessione,  Io vivo sola in un piccolo appartamento, temgo sempre la radio accesa, fumo - ebbene si - nelle aree condominiali, spesso lascio il mio ombrello sgocciolante davanti alla porta dei vicini. Sono per questo candidata ipso facto a morire di morte violenta? sino ad ora non ho ricevuto particolari proteste ma non è detto che prima o poi le mie cattive abitudini non inneschino una reazione. Ho letto sui giornali che gli omicidi sarebbero frutto di rancori sedimentati per anni. La soluzione del caso è stata brillante, il movente mi sembra davvero futile. Cosa diremmo se dopo aver letto 150 pagine di un romanzo giallo ci trovassimo di fronte ad una soluzione del genere? Si dice che nei cattivi romanzi gialli (inglesi)  l'assassino è il maggiordomo,  in un  cattivo giallo italiano l'assassino anzi gli assassini sono prosaicamente i vicini di sotto. Un netturbino in pensione e una casalinga un po' triste.  I futili motivi per la legislazione italiana costituiscono una circostanza aggravante del reato, per uno scrittore di romanzi gialli sono qualcosa di imperdonabile. La fantasia dei giallisti di solito supera la realtà. Io del resto preferisco i gialli irrisolti, ad esempio il giallo di via Poma o il caso della contessa Alberica Filo della Torre perché lasciano più spazio alle possibili fantasie di improbabile soluzione.

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